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FINANZA E POLITICA/ Tsipras, Merkel e Draghi preparano la "trappola" a Renzi

Pubblicazione:sabato 7 febbraio 2015

Matteo Renzi (Infophoto) Matteo Renzi (Infophoto)

A che gioco sta giocando Matteo Renzi nella partita che si è aperta con la Grecia? Ricevendo a Roma Alexis Tsipras ha detto: pur appartenendo a famiglie politiche diverse, "parliamo lo stesso linguaggio". Una frase che ha messo subito in allarme Angela Merkel. Così, quando la Bce ha sospeso il finanziamento diretto alle banche elleniche, spingendole ad alimentarsi attraverso la banca centrale nazionale, Renzi è corso a dichiarare che "Draghi ha fatto bene". Dunque, il capo del governo italiano procede a zig zag? Il fatto è che la crisi greca, politica prima ancora che economica, lo mette di fronte a una serie di dilemmi a catena che non hanno facile soluzione.

1) Il primo potremmo chiamarlo il dilemma delle due A: Alexis o Angela. Sulla carta, un successo di Tsipras nel rinegoziare il debito potrebbe aprire all'Italia uno spiraglio importante. È proprio quel che teme la Germania che si mostra pronta a mollare i greci, ma non è assolutamente in grado di rompere con gli italiani, ai quali però insiste nel chiedere il rispetto delle regole, alla lettera. Se Renzi tira troppo la corda, dunque, addio flessibilità. 

2) Un insuccesso della coalizione rosso-nera ad Atene potrebbe dare a Renzi l'occasione per dire: vedete che con politiche radicali non si va da nessuna parte. Tuttavia un'eventuale uscita dall'euro farebbe scoppiare in Italia una tempesta economica, con lo spread che sale alle stelle, e una bufera politica con tutti gli anti-euro in piazza al grido di "italiani-greci una faccia una razza".

3) Tsipras ha ringalluzzito non solo Salvini e Grillo, ma anche la sinistra interna al Pd. Renzi deve evitare la saldatura di questo triangolo micidiale, tuttavia un eccessivo spostamento filo-greco lo getta nelle braccia della sinistra che è stata essenziale nell'eleggere Sergio Mattarella e nel mettere all'angolo Berlusconi. Tanto più che la crisi del patto del Nazareno fa perdere a Renzi quel bilanciamento a destra indispensabile per far passare delle riforme come quella del lavoro che certo non piacciono alla sinistra del Pd. 

4) Se dà troppo spago a Tsipras, il rischio per Renzi è di inimicarsi Mario Draghi, senza il quale l'Italia non avrebbe avuto gli strumenti per tirarsi fuori dal baratro. Se molla i greci potrà avere il plauso della Merkel, però non gli resterà che sperare nella sua benevolenza. 

5) Ci sarebbe l'occasione di fare da mediatore, un'ipotesi accarezzata prima dell'incontro con il primo ministro greco. Ma ciò mette Renzi in contrasto con i francesi, che si sono già candidati a questo ruolo, e con i tedeschi, che vedono come il fumo negli occhi l'eventualità che Roma si collochi in una posizione mediana, allontanandosi dalla politica del rigore. 

6) L'Italia è ancora troppo fragile. Gli ultimi dati europei mostrano che il debito quest'anno continua salire di oltre un punto (da 131,9% a 133% del Pil), ragion per cui l'Ue sta preparando una lettera di richiamo. Non solo, la crescita resta fiacca: il prodotto lordo salirà solo dello 0,6%, Eurostat non condivide l'ottimismo della Confindustria e della stessa Banca d'Italia. Fitch e le altre agenzie di rating giustificano così il loro giudizio negativo sul debito tricolore. Vedremo chi avrà ragione, ma intanto è certo che il governo italiano non ha margini di manovra.


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COMMENTI
07/02/2015 - Finanza e politica: quali i fattori determinanti ? (Nicola Giuliani)

La cattiva gestione del denaro pubblico appare essere in Italia, in particolare, il male cancerogeno che, come in Grecia, doveva essere affrontato da tempo e non lo è stato. Il nuovo Presidente della Repubblica Italiana ha stilato una precisa linea strategica che i nostri politici dovrebbero avere sempre a portata di mano e trarre da essa continua ispirazione. Non è facile perché tale linea strategica contrasta il più delle volte con gli interessi di chi detiene o vuole ad ogni costo mantenere il potere il più certo e agevolmente possibile. Nonostante l'improvviso e corposo Movimento di Protesta (solo per questo a Grillo bisognerebbe fare un monumento) e il crescente, pauroso numero di astensioni dal voto non sono serviti da allarme e motivo di svolta. Ovviamente l'impreparazione dialettica del Movimento di Protesta è stata determinante ed - è da sperare, salutare.Corruzione,Grossa Evasione (su cui, prudentemente e forse perché di ampia attuale e problematica evidenza,il Presidente ha voluto solo dare un cenno con un " :"Garantire la Costituzione ...Significa che ciascuno concorra,con lealtà, alle spese della comunità nazionale")e mantenimento di Ingiustificati Privilegi, sono i tre handicap che non consentono di realizzare un decente livello di equità fiscale,legalità e raggiungimento di obiettivi primari da tutti più volte citati, inclusa l'auspicata Ripresa Economica,i cui fattori- ben noti- non si riesce conseguentemente a potenziare con decisione ed efficacia.

 
07/02/2015 - finanza publica (RUGGIERO DAMBRA)

parole,parole,parole prima di tutto l'italia non e la grecia abbiamo dei valori di cultura che nessuno al mondo le ha? poi l'unico difetto che abbiamo e quello di rubare il pane ai poveri e' darli ai ricchi perche se tutti pagassero il dovuto necessario non staremo qua a discutere,ho perlomeno a fare cassetta per propio conto.io la vedo cosi.ruggiero dambra