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CAOS GRECIA/ La trattativa che mette "sotto scacco" l'euro

Anche la scorsa settimana sono proseguiti i colloqui tra Grecia e Unione europea, che mostrano quanto lontana sia la convergenza tra i paesi dell’Eurozona, spiega GIUSEPPE PENNISI

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La “tragedia greca” era basata sulle unità aristoteliche di tempo e di luogo; l’azione era molto rapida e anche l’intreccio più complesso (si pensi a Edipo Re di Sofocle) si dipanava in meno di novanta minuti. Lo stilema venne rotto, al di della Manica, dal teatro elisabettiano e in Francia da quella mirabile Illusion Comique di Corneille che restò un unicum ed è anche oggi è poco rappresentata.

Questi ricordi non possono non venire in mente se si segue l’estenuante ultimo negoziato tra Grecia e Unione europea. Si tratta, abbiamo detto su queste pagine, di un gioco plurimo a più livelli in cui tutti i partecipanti cercano di raggiungere simultaneamente un equilibrio tra “reputazione” con i loro partner e “popolarità” con i loro sostenitori interni. È un equilibrio di Nash (proprio quello del film A Beautfiful Mind di circa tre lustri fa), ossia un profilo di strategie (una per ciascun giocatore) rispetto al quale nessun giocatore ha interesse a essere l’unico a cambiare. Grazie a Nash sappiamo che se ogni componente del gruppo fa ciò che è meglio per sé, il risultato cui si giunge non è che la situazione ottimale di un giocatore sia ottimale anche per tutti gli altri (l’ottimo paretiano dei testi universitari di un tempo) e si abbia il volterriano “migliore dei mondi possibili”. Dato che nel suo schema non c’è una mano invisibile è possibile che, se ogni giocatore fa unicamente il proprio interesse personale, si giunga a un’allocazione inefficiente delle risorse.

La “tragedia greca” era serrata in unità di tempo e di luogo proprio per evitare sfilacciamenti e giungere a un equilibrio di Nash (pure in Edipo Re) relativamente stabile, o tale da dare prospettive di medio periodo. Quando è iniziata questa ulteriore tornata della trattativa Grecia-Ue (un negoziato annoso poiché l’Eurostat aveva dimostrato, prima, che Atene non aveva le condizioni per far parte dell’Ue e, poi, quelle per entrare nell’eurozona - ma in ambedue i casi l’organo politico non aveva reso pubbliche le conclusioni del proprio organo tecnico e aveva aperto la porta alla Repubblica ellenica), si pensava che sarebbe stata conclusa in pochi giorni con una sospensione di quattro mesi (e il rinvio dell’imminente default) e la messa punto di un programma di riforme strutturali.

Dopo un paio di giorni in cui questo scenario sembrava possibile, è iniziato un “gioco a ultimatum” basato su riparazioni di Germania e Austria alla Grecia per i danni subiti durante la Seconda guerra mondiale. È parso (per ricordare un vecchio film) il ruggito del topo ed è prontamente rientrato. Le ultime notizie sono che proseguono i difficili tentativi di disgelo tra la Grecia e l’Ue, in un percorso tortuoso che vede le parti impegnate in un logorante negoziato.