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Politica

MEETING 2011/ Tassa sull'evasione, l'incontro con Calderoli, Fassino e Alemanno

Al Meeting di Rimini incontro e conferenza stampa dei sindaci di Roma Alemanno e Torino Fassino insieme al ministro Calderoli. Argomenti trattati tasse, province, ed evasione fiscale

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Tasse e manovra finanziaria al Meeting. Ne hanno parlato i sindaci di Roma e Torino, Alemanno e Fassino, con la partecipazione del ministro Calderoli. E proprio sulla proposta dell'esponente della Lega sull'introduzione di una tassa specifica sulle evasioni si trovano tutti d'accordo. Calderoli ha spiegato che non si tratta di una patrimoniale e che se venisse realmente applicata potrebbe sostituire anche il contributo di solidarietà. “Tutti debbono pagare. Allora noi andiamo a vedere i patrimoni di ciascuno e li tassiamo, detraendo le imposte già pagate. Così finisce il gioco di intestare un bene a tizio o a caio. Noi quel bene lo tassiamo, poi qualcuno pagherà” ha detto Calderoli.  Sulle pensioni, Calderoli ha voluto dire che non verranno toccate quelle di chi ha lavorato, ma piuttosto bisognerà andare a rivedere quelel di chi non ha mai lavorato. Insiste il ministro che lo stesso ragionamento vale anche per i capitali, in quanto tutto quello su cui non è possibile dimostrare di aver pagato le tasse, ricchezza mobile o immobile che sia, sarà soggetto a contribuzione. Nel mirino di Calderoli anche i calciatori, da sempre suo obbiettivo non celato: "Si dovrebbero vergognare a rifiutarsi di pagare il contributo di solidarietà”. Il sindaco di Roma considera la tassa sulle evasioni un buon passo avanti per alleggerire le imposte sui redditi e sulle imprese. Il contributo di solidarietà, invece, ha detto sempre Alemanno, finisce per colpire i ceti medi. Fassino ha fatto presente che tassare i capitali rientrati dall'estero conio condono fiscale non significa venire meno ad alcun patto. “Il contributo di solidarietà – secondo Fassino – va pagato su questi soldi e non chiesto ai cittadini da sempre in regola con le tasse”. A Calderoli infine piace l'dea di Formigoni della macro regione del Nord, che conterebbe Piemonte, Lombardia e Veneto. L'idea per non è da considerarsi merce di scambio sulla problematica delle province che, ha detto il ministro, sono un problema che, una volta stabiliti i parametri nazionali, ogni regione gestirà al suo interno”. 

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