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IL CASO/ Abbruzzese: i radicali non si ripresentano? L'"infinito" li ha smentiti

Pubblicazione:mercoledì 19 dicembre 2012

Marco Pannella (InfoPhoto) Marco Pannella (InfoPhoto)

Il partito radicale è stato certamente uno dei protagonisti più in vista in iniziative culturali che hanno scosso e mobilitato l’opinione pubblica negli anni settanta e ottanta. Attualmente, la stessa proposta per la riduzione immediata del sovrannumero nelle carceri attraverso il ricorso all’amnistia, non manca di visibilità e di forte impatto sociale. La protesta di Marco Pannella, nonostante le incursioni di Grillo, l’andamento altalenante dello spread ed una delle più incerte crisi politiche degli ultimi decenni, resta comunque visibile e, come è molto spesso accaduto, si rivela capace di ottenere spazio mediatico.

Proprio per questo rischiano di essere troppo presto dimenticate le significative, recenti dichiarazioni di Emma Bonino a Radio Radicale. Secondo la nota esponente di questo partito non è affatto evidente la riproposizione di una lista elettorale alle prossime elezioni: c’è il rischio che l’offerta radicale finisca per rispondere ad una domanda che nessuno le fa e i radicali siano confinati in una posizione di rappresentanza nobile, riconosciuta da molti come tutela della legalità, ma non al punto da suscitare un movimento culturale, attirare nuovi consensi e, soprattutto, nuove adesioni.

L’affermazione – per quanto vada letta nel contesto di una strategia di necessaria prudenza a fronte dell’incertezza del quadro politico – non manca di indurre a qualche riflessione. Le battaglie radicali non hanno mancato, né mancano, di registrare concreti successi, ampiamente verificabili. Si potrebbe anzi arrivare a pensare che gli italiani, oggi, siano addirittura più “radicali” (cioè laici, antiproibizionisti, anticlericali) di quanto non lo fossero trent’anni fa. Non esiste forse una laicizzazione diffusa e di massa che costituisce il dato più che visibile di una secolarizzazione compiuta? Perché il partito radicale, che di questa laicizzazione è uno degli esponenti più lucidi, dovrebbe registrare addirittura una crisi di ruolo, fino al punto da interrogarsi sul senso di una sua partecipazione elettorale? Ovviamente è difficile pensare che una personalità con la storia e l’esperienza di Emma Bonino ponga in luce un problema inesistente. È legittimo allora ritenere che, forse, l’Italia non è diventata “radicale” come si pensava o come i radicali e tutti coloro che ne hanno condiviso i principi speravano.


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