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Politica

SERGIO MATTARELLA/ Napolitano accolto da una standing ovation. Le reazioni e i commenti in diretta live (oggi 29 gennaio 2015)

Il suo nome è stato fatto dal premier Matteo Renzi all’Assemblea dei grandi elettori. Si tratta di Sergio Mattarella. Ha 74 anni ed è nato a Palermo. 

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Applausi a scena aperta hanno accolto oggi l'ingresso dell'ex presidente della Repubblica in aula per la votazione. Giorgio Napolitano ha rilasciato anche un commento a proposito della scelta del Pd di votare Sergio Mattarella: persona di assoluta lealtà, correttezza, coerenza democratica e alta sensibilità costituzionale lo ha definito.Popolari per l'Italia controcorrente rispetto a quanto stanno facendo le due forze politiche maggioritarie, Pd e Forza Italia che stanno votando scheda bianca. Lo ha detto il senatore Mario Mauro spiegando di aver votato per Gabriele Albertini, in segno di stima e di omaggio alla sua persona. Per il resto Mauro dice che il suo gruppo politico non parteciperà alle 16 e 30 alla riunione dei parlamentari di Area Popolare e che comunque Mattarella è persona degnissima e perfetta per ricoprire il ruolo di capo dello stato. Fra le sue doti, ha detto, anche quella del silenzio oltre a tutte le altre caratteristiche di sensibilità costituzionale. La proposta di Mattarella, conclude, fino ad adesso è stata fatta dal Pd al Pd: attendiamo incontri riservati fra le parti come prevede la Costituzione per decidere cosa fare nelle prossime votazioni."Mattarella è il miglior candidato possibile. È un candidato del Pd offerto alle altre forze politiche. Senza Forza Italia? Faremo come si può". Lo ha detto Pier Luigi Bersani all’uscita dell’assemblea dei grandi elettori del partito, che all’unanimità ha decretato la candidatura di Sergio Mattarella per la corsa al Quirinale. "Se tutti sono responsabili ce la si fa comunque”, ha detto Bersani, aggiungendo che il Pd lotterà per questo nome e su Berlusconi ha detto: “Farà quello che vuole, abbiamo già tanti problemi”. Poi ha concluso: "Io dico che questo lo devono anche a me i Grandi elettori: di metterci questa volta lealtà e responsabilità e assicurare un Pd al servizio del Paese e all'altezza dei suoi compiti. Me lo devono un po', no?".

E' una figura preistorica: così Roberto Calderoli della Lega nord definisce Sergio Mattarella, il candidato presidente del Pd. Non lo voteremo mai, ha aggiunto: è un membro di quella corte costituzionale che ha bocciato il referendum Fornero, non avrà mai il nostro voto."E' rispuntata la balena bianca. Mattarella non è una candidatura amata da Berlusconi e Forza Italia. Renzi se riesce a far digerire questo elefante...Purtroppo c'è partito delle mogli e del mutuo da pagare, quindi se Renzi minaccia il voto si compattano tutti" ha aggiunto. Per quanto lo riguarda, ha detto di aver votato Vittorio Feltri, ma piuttosto che Mattarella avrebbe votato anche la Finocchiaro.  I parlamentari della Lega si sono anche resi protagonisti di una piccola protesta poco prima dell'inizio dei voti, presentandosi in aula con dei cartelli su scritto: non moriremo democristiani.

Posizioni contrastanti quelle di Pippo Civati e Nichi Vendola a proposito del candidato Mattarella, in queste ultime ore nome sempre più condiviso tra le varie forze politiche. Civati, solitamente visto come l'uomo del Pd più vicino al leader di Sel, dice infatti che seppure Mattarella sia tra le personalità migliori tra quelle prese in considerazione, non è abbastanza autorevole a livello internazionale. Lo ha detto scrivendo sul suo blog, aggiungendo che Mattarella comunque avrebbe una maggioranza molto stretta e inferiore a quella che invece potrebbe avere Prodi. E non è un nome del Nazareno, spiega. Vendola invece considera fortemente positiva la candidatura di Sergio Mattarella: una candidatura, ha detto, che è quanto di più contrario al patto del Nazareno.

Mattarella unico nome candidato dal Pd: lo ha detto Matteo Renzi parlando all'assemblea dei parlamentari del Pd. Ma da parte dell'altra grande forza che con i suoi voti dovrebbe contribuire all'elezione del presidente della Repubblica, Forza Italia, al momento solo messaggi contradditori e confusi. Berlusconi fa melina: devo ancora valutare il da farsi ha detto mentre il capogruppo dei senatori di Forza Italia Paolo Romani, è stato esplicito: no a Mattarella, è la rottura di un metodo, una forzatura, ha detto. Il metodo a cui fa riferimento è ovviamente il patto del Nazareno in quanto Mattarella viene fuori come candidato unico del Pd e non condiviso. Da parte sua uno dei nomi possibili candidati, Walter Veltroni, plaude su twitter alla scelta: persona di primo livello, uomo delle istituzioni, scelta giusta per il Quirinale, ha detto.

Il suo nome è stato fatto dal premier Matteo Renzi all’Assemblea dei grandi elettori. Si tratta di Sergio Mattarella. Ha 74 anni ed è nato a Palermo, figlio di Bernardo che era stato ministro, Mattarella avrebbe voluto fare il professore di diritto pubblico. L’eredità politica del padre era passata al fratello maggiore, Piersanti, che era diventato presidente della Regione Sicilia, ucciso per mano della mafia all’età di 45 anni. Sergio Mattarella è un ex democristiano, è stato cinque volte ministro e dal 2011 è giudice della Corte Costituzionale. Il suo nome circola oggi nei titoli di prima pagina dei quotidiani. Tra chi è favorevole alla sua nomina a presidente della Repubblica, c’è Emanuele Fiano del Pd. Un “no” secco al suo ingresso al Quirinale arriva da Silvio Berlusconi, che non ha dimenticato la posizione contraria di Matterella nei confronti della legge Mammì, quando l’allora ministro Mattarella si dimise per il via libera alle Tv. “Sì parte dal nome Mattarella e si arriva a Mattarella. Ma stiamo ancora lavorando”, ha detto il vice segretario del Partito Democratico Lorenzo Guerini. «Il percorso scelto dal Segretario Pd per arrivare alla scelta del candidato al Quirinale mi sembra corretto e positivo. Se il segretario indicherà il nome di Matterella all’assemblea dei grandi elettori Pd troverà tutto il partito unito su questo nome che saprà garantire le nostre istituzioni e la nostra democrazia». Così ha detto Anna Finocchiaro.  E Pier Luigi Bersani dice sì su Mattarella, “se tutti sono responsabili”. (Serena Marotta)

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