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SERGIO MATTARELLA/ Ritratto inedito del (forse) Presidente della Repubblica

Pubblicazione:venerdì 30 gennaio 2015

Sergio Mattarella (Foto: Infophoto) Sergio Mattarella (Foto: Infophoto)

Meno noto di altri, Sergio Mattarella – se sarà eletto – viene già presentato da molti come un presidente di basso profilo. C’è chi sostiene che anche la nuova legge elettorale, l’Italicum, contribuirà in questo senso. E’ probabile, invece, che una sua (eventuale) presidenza lascerà un segno profondo. Sotto il profilo politico-istituzionale, infatti, stiamo entrando in una terra incognita, che richiederà una funzione non notarile del Capo dello Stato. Le circostanze, perciò, faranno emergere la sua non comune personalità umana e politica.    

Le affrettate biografie di queste ore definiscono Mattarella un uomo freddo e distaccato. Ma sono più calzanti altri aggettivi, come schivo e riservato, pacato e ragionevole, disponibile al dialogo e al confronto. Il rigore della sua figura pubblica nasconde infatti profonde radici morali, legate, oltre all’ambiente familiare, alla sua militanza nella Giac e nella Fuci. E la presenza, che si viene delineando, di due cattolici ai vertici dello Stato, è probabilmente meno casuale di quanto potrebbe sembrare. Per realizzare davvero, infatti, quel “partito della nazione” di cui si avverte oggi il bisogno, è necessario esprimere le fibre più profonde della società italiana e la tradizione cattolica è, tra queste, una delle più rilevanti.      

Sul piano politico, lo definisce anzitutto la data di nascita: 23 luglio 1941. Con Mattarella si compie un salto generazionale rispetto agli ultimi tre presidenti della Repubblica: Scalfaro (nato nel 1918), Ciampi (nato nel 1920) e Napolitano (nato nel 1925). Se eletto nuovo Capo dello Stato, sarà il primo a non avere memoria diretta delle vicende della guerra e del passaggio dal fascismo alla democrazia. Il suo rapporto con le origini della Repubblica è quello evidenziato soprattutto dal suo ruolo di giudice costituzionale. In una stagione di cambiamenti costituzionali, la fedeltà alla Costituzione rappresenta un legame importante con le origini di istituzioni repubblicane che spetta in primo luogo al Capo dello Stato difendere. Ma si tratta di un legame diverso da quello dell’esperienza diretta. 

Come i tre Presidenti della Seconda Repubblica, Mattarella ha vissuto parte della sua esperienza politica nella Prima Repubblica. Figlio di  Bernardo, più volte ministro democristiano negli anni sessanta e settanta, e fratello minore di Piersanti, presidente della Regione Sicilia, ucciso dalla mafia nel 1980, ha radici collocate nella prima fase della storia repubblicana. 


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COMMENTI
30/01/2015 - Partito Unico (Costantino Gregori)

L'occasione era opportuna: scegliere un nome che desse rappresentanza a una formazione culturale e politica che non si riconosce nel partito unico di Renzi, dove c'è tutto e il contrario di tutto. Quell'Italia moderata, a pieno diritto nell'alveo del popolarismo italiano ed europeo (checchè ne dica il candidato Presidente), capace di difendere i valori della sussidiarietà e della solidarietà (non in quanto valori ma perchè sono già uno stile di vita), che vuole meno Stato tassatore e seriamente più vicino alle famiglie formate ai sensi dell'art. 29 della Costituzione. Sarebbe stato un bel segnale di "pacificazione" sulla traccia di quanto fece la vituperata D.C. eleggendo per esempio Saragat e Pertini. Occasione persa, non solo da parte di Renzi ma anche da chi non ha saputo presentare altro nome che ... Amato.

 
30/01/2015 - E' un bel nome (Luigi PATRINI)

E' un bel nome quello di Mattarella, un nome a cui corrisponde un uomo con una storia significativa. Certo nessuno è perfetto, ma Mattarella ha anche tanti aspetti positivi che, se sarà eletto, si riveleranno utili anche per il Paese. Non sarà il "meglio"? Di certo ci sono altri che sarebbero sicuramente peggio! Credo - e spero - che possa intervenire anche sulla pasticciata legge elettorale che il Parlamento, per fortuna, non ha ancora approvato in via definitiva. Penso che Renzi si pentirà di aver scelto una persona di tale livello. Non vorrei coinvolgere lo Spirito Santo, ma, se è vero che ...non cade foglia che Dio non voglia..., credo che non si possa pensare che uno possa diventare Presidente della Repubblica contro la Sua volontà. Chi avesse dubbi in proposito si rilegga il saggio discorso di Gamaliele riportato in Atti 5, 34 e seguenti: c'è un Altro che fa la storia.

 
30/01/2015 - commento (francesco taddei)

con la riforma elettorale e istituzionale il capo dello stato è un taglianastri. poi di mattarella il suo profilo dice chiaramente: la magistratura è intoccabile, i partigiani rossi che volevano la dittatura comunista vanno santificati, lo stato deve controllare tutto, si all'estorzione tributaria di stato e da adulto e cattolico sì ai matrimoni gay e all'utero in affitto.