ELEZIONI COMUNALI 2019, COME SI VOTA/ Spoglio e seggi: info per i ballottaggi

- Niccolò Magnani

Come si vota alle Elezioni Amministrative 2019: scheda elettorale Comunali, il voto disgiunto e i documenti utili. Le info per i ballottaggi

Elezioni Comunali
Elezioni Comunali (LaPresse)

Le operazioni di voto proseguono e si portano verso il rush finale anche per le Elezioni Comunali: iniziamo perciò a dare un anticipo di quello che potrà poi interessare le prossime due settimane in tutti quei Comuni laddove sarà necessario il secondo turno per dirimere il nuovo sindaco e relativo Consiglio Comunale. Mentre ancora diversi aventi diritto al voto stanno cercando di capire come si vota in questo primo turno, per quanto riguarda i ballottaggi serve sapere che avverranno in tutti quei Comuni laddove un candidato non ha ottenuto il 50% dei voti al primo turno, con i cittadini chiamati alle urne nuovamente – sempre dalle 7 alle 23 – domenica 9 giugno tra esattamente due settimane. Ricordiamo che una volta chiusi i seggi questa sera, lo spoglio delle schede comincerà solo per le Europee mentre per le Amministrative si comincia domani alle ore 14 con i risultati già disponibili nella prima serata.

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COME SI VOTA ALLE ELEZIONI COMUNALI: I DOCUMENTI UTILI

Manca ancora metà giornata per votare alle Elezioni Comunali e non per tutti, vedendo alcune scene in giro per l’Italia, è ancora chiaro quali documenti portare e quali invece risultano inutili per potersi presentare al seggio per le Amministrative. Ebbene, una volta capito come si vota alle Elezioni, serve magare fare un banale ma comunque utile re-cap dei documenti da portarvi dietro: la tessera elettorale valida e con l’indicazione delle liste elettorale dove il cittadino è scritto nel Comune di Residenza. In secondo luogo, un documento di identità valido che permette l’identificazione del votante: i documenti equipollenti alla carta d’identità sono la patente di guida, il passaporto, il libretto di pensione, la tessera di riconoscimento rilasciata da un ordine professionale, la tessera di riconoscimento rilasciata dall’Unione nazionale ufficiali in congedo d’Italia, purché convalidata da un comando militare. Tutti gli altri documenti non saranno accettati ai seggi e vi sarà impedito di esercitare il diritto al voto per queste Elezioni Comunali, come per le Regionali in Piemonte e le Europee 2019.

I CONSIGLI PER NON SBAGLIARE COME SI VOTA

Urne aperte ed elezioni comunali 2019 al via. Numerosi i cittadini chiamati ad esprimere la propria preferenza dalle ore 7:00 di oggi fino alle 23:00 di questa sera, e voteranno il partito con l’aggiunta eventuale dei candidati. Come si vota? Vi riportiamo alcuni piccoli espedienti per evitare la vostra scheda venga annullata per qualche scorrettezza. Prima di tutto vi ricordiamo che andrà barrato il logo del partito da voi prescelto, che troverete sulla scheda che vi verrà consegnato al momento delle operazioni di voto. E’ ammessa solamente una “X” sul box, mentre qualsiasi altro segno, che possa essere una semplice “sbarra” una V, un pallino o quant’altro, annullerà in automatico la scheda. Vi ricordiamo inoltre che si voterà con la matita copiativa fornita dagli addetti, e sarà assolutamente vietato usare altro strumento, che sia una matita, una penna o un pennarello portati da casa. L’elettore dovrà votare solo ed esclusivamente una sola lista elettorale, di conseguenza, apporre due “X” su due simboli annullerà la scheda. Inoltre, ma non è obbligatorio, si possono esprimere anche delle preferenze, scegliendo uno, due o tre candidati associati alla lista. Nel caso in cui vengono espressi più candidati, la scheda sarà nulla, mentre se si scriveranno tre candidati, almeno uno deve essere di sesso differente, quindi una donna e due uomini o viceversa. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

COME SI VOTA: IL PREMIO DI MAGGIORANZA

Cosa prevede il sistema elettorale italiano per le elezioni comunali 2019? Per capire come si vota bisogna partire da una distinzione: quella tra comuni fino a 15mila abitanti e al di sopra di questa soglia. Partiamo dunque dal primo caso: è eletto sindaco il candidato che ha ricevuto il maggior numero di voti. È previsto un premio di maggioranza. Alla lista che ha appoggiato il candidato sindaco eletto sono attribuiti i due terzi dei seggi. I restati invece sono ripartiti proporzionalmente alle altre liste secondo il metodo D’Hondt. Nel caso invece di Comuni, sempre a statuto ordinario, ma con più di 15mila abitanti, viene eletto sindaco il candidato che ottiene la maggioranza assoluta di voti validi, quindi 50 per cento +1. C’è al primo turno la soglia di sbarramento al 3 per cento, mentre scatta il 60 per cento dei seggi alla lista o alla coalizione che hanno appoggiato il candidato sindaco eletto. I restanti seggi invece sono ripartiti sempre in modo proporzionale seguendo il cosiddetto metodo d’Hondt. (agg. di Silvana Palazzo)

COME SI VOTA: SCHEDE BIANCHE, NULLE E…

Come si vota alle elezioni comunali 2019? Il rischio di far confusione è alto, anche perché ci sono pure le europee. E allora è importante fare chiarezza, partendo da un punto molto semplice: la scheda elettorale è azzurra. Ma durante lo scrutinio potrebbe diventare bianca, se non contiene alcun segno né di voto né di altro tipo, o nulla, quando sono presenti scritture o segni tali da far ritenere che il lettore ha voluto farsi riconoscere, non risultano autenticate o quando la volontà dell’elettore non si è espressa univocamente. Ci sono poi le schede non valide per le liste, come quando non risulta comprensibile per quale lista di consiglieri l’elettore abbia voluto esprimere preferenza. Ma questo è il caso anche dell’elettore che, votando per un candidato sindaco, abbia espresso la preferenza sul contrassegno di due o più liste. La scheda è nulla anche quando un elettore, pur non avendo votato nessun candidato, mette una crocetta sul contrassegno di più liste. E lo è in caso di voto disgiunto, se si vota in un comune con meno di 15 mila abitanti abbia espresso un voto disgiunto. Ci sono poi le schede con i soli voti di preferenza nulli. (agg. di Silvana Palazzo)

COME SI VOTA ALLE ELEZIONI COMUNALI 2019

Il 26 maggio 2019 scattano le Elezioni Comunali Amministrative in più 3800 Comuni chiamati a rinnovare Consiglio Comunale e nuovo sindaco: per capire però dove, quando e soprattutto come si vota occorre fare un utile ripasso specie sui nodi più importanti come il voto nei Comuni sopra i 15mila abitanti e in quelli sotto i 15mila abitanti, ma anche su voto disgiunto e specifiche della scheda elettorale che si troverà alle urne. Ricordiamo che parallelamente, le Elezioni Amministrative 2019 vedono nello stesso giorno e con gli stessi orari – dalle 7 alle 23 in tutti i seggi elettorali d’Italia – la chiamata alle urne per le Elezioni Europee (e per i cittadini del Piemonte anche le Regionali 2019 per rinnovare il Governatore e il Consiglio Regionale di Torino). Per quanto riguarda le Amministrative, sono chiamati a rinnovare Consiglio e Sindaco i cittadini di 3.856 comuni, di cui 239 con più di 15mila abitanti e 3.617 con meno di 15mila abitanti: praticamente mezza Italia comunale torna al voto assieme alle Europee, con ben 30 capoluoghi di provincia chiamate alle urne e 6 di regione.

I COMUNI AL VOTO DELLE AMMINISTRATIVE

Si vota in un’unica giornata dalle ore 7 fino alle 23 dando seguito alle recenti Elezioni Comunali 2019 in Sicilia (mentre in Sardegna si terranno il 16 giugno prossimo): l’eventuale ballottaggio è previsto per il prossimo 9 giugno, con le stesse modalità di voto che possiamo trovare qui sotto nel nostro focus. Prima di capire come si vota nello specifico della scheda elettorale e delle preferenze, diamo un’occhiata ai principali Comuni chiamati al voto per la tornata delle Amministrative 2019: sei capoluogo di Regione, ovvero Bari, Cagliari, Campobasso, Firenze, Perugia e Potenza. Ben trenta sono poi i comuni capoluogo di provincia, tra cui Ascoli Piceno, Avellino, Bari, Bergamo, Biella, Cagliari, Caltanissetta, Campobasso, Cesena, Cremona, Ferrara, Firenze, Foggia, Forlì, Lecce, Livorno, Modena, Pavia, Perugia, Pesaro, Pescara, Potenza, Prato, Reggio Calabria, Reggio Emilia, Rovigo, Sassari, Urbino, Verbania, Vercelli, Vibo Valentia. Si aggiungono poi città importanti come Empoli, Gubbio, Carpi, Sassuolo, Alghero e Gela.

COME SI VOTA NEI COMUNI SOPRA I 15MILA ABITANTI

La legge elettorale delle Comunali prevede la divisione in due segmenti fondamentali dei 3mila Comuni al voto: superiori e inferiori ai 15mila abitanti (in Sicilia il tetto è fissato a 10mila abitanti), con differenti modalità e operazioni di voto. In ogni caso è sempre necessario portare al seggio elettorale documento d’identità e tessera elettorale valida: la scheda elettorale qualora ci si trovi in un Comune sopra i 15mila abitanti è azzurro e l’elettore può votare il candidato sindaco ed esprimere fino ad un massimo di 2 preferenze per i candidati consiglieri comunali. Accanto ad ogni simbolo, in aggiunta, vi saranno due righe bianche sulle quali l’elettore potrà scrivere il nome/ i nomi dei consiglieri scelti con la consueta regola della preferenza di genere. Il voto di preferenza, ricordiamolo, non è obbligatorio e si possono esprimere fino a due nomi al massimo, purché ai candidati di genere diverso pena l’annullamento della seconda preferenza. Si vota per il sindaco facendo un segno sul nome (uno solo) di uno dei candidati, mentre si vota per il Consiglio facendo un segno su uno dei simboli delle liste collegate ai candidati sindaco; si dichiara eletto al primo turno il candidato sindaco che ottiene più del 50% dei voti, mentre in Sicilia viene eletto al primo turno il candidato che ottiene più del 40% dei voti. Se ciò non avverrà, si dovrà andare al ballottaggio tra i primi due candidati sindaco come da risultato del primo turno. Nei comuni superiori ai 15mila il voto disgiunto è consentito, ovvero si può votare per una lista diversa da quelle collegate al candidato sindaco prescelto. Se si fa un segno su un simbolo di lista ma NON su un candidato sindaco, il voto viene esteso automaticamente al candidato sindaco collegato a quella lista.

FAC SIMILE SCHEDA ELETTORALE ELEZIONI COMUNALI 2019: COMUNI SOPRA I 15 MILA ABITANTI

COME SI VOTA NEI COMUNI SOTTO I 15MILA ABITANTI

Come si vota ai Comuni sotto i 15mila abitanti è dettato sempre dalla legge elettorale delle Elezioni Comunali e prevede una modalità diversa e più semplificata: sulla scheda elettorale compare solo il nome del candidato sindaco con il simbolo della lista a cui è associato e il voto al candidato sindaco si trasmette automaticamente alla lista collegata, anche senza barrarla. Per tutti i comuni sotto i 15mila abitanti non è consentito il voto disgiunto tra sindaco e liste non collegate ad esso. A seconda dei comuni – con più o meno di 5mila abitanti – sulla scheda vi sono una o due righe bianche per i voti di preferenza al Consiglio Comunale: in tutti i comuni sopra i cinquemila abitanti sarà possibile dare due preferenze, purché a candidati di genere diverso, mentre nei comuni inferiori a cinquemila abitanti si può esprimere una sola preferenza. La lista vincente ottiene due terzi dei seggi, mentre si va al ballottaggio solo in caso di parità tra i due candidati.

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