Nuova Zelanda: “In 10 giorni stretta su armi”/ Dopo attentato Jihad promette vendetta

- Niccolò Magnani

Nuova Zelanda, strage delle moschee: “Brenton Tarrant minacciato in carcere”, il killer rinuncia però all’avvocato. Isis giura vendetta, premier “stretta su vendita armi”

Strage moschee Nuova Zelanda
Nuova Zelanda, l'attentato delle moschee (LaPresse, 2019)

“Entro 10 giorni ci sarà una riforma della legge sulle armi”: dopo l’attentato del suprematista bianco Brenton Tarrant ha portato alla morte di 50 persone, la Premier neozelandese Jacinda Ardern ha annunciato una stretta sulla vendita di armi nel Paese oltre che una profonda riforma dei servizi di intelligence che evidentemente non sono riusciti a impedire la peggiore strage che si ricordi a queste latitudini. Infatti il killer che ha agito in quel di Christchurch, pur molto attivo sui social e siti che inneggiano all’odio razziale, non era mai finito sotto la lente di ingrandimento dei servizi segreti, né tantomeno schedato e per questo motivo il giro di vite della Ardern serve al contempo a ridare sicurezza a un popolo sotto shock e a evitare delle critiche di immobilismo al Governo. Intanto quello che preoccupa è che a seguito della mattanza in Nuova Zelanda siano arrivati dei messaggi web da parte di esponenti del jihadsmo più estremo che preannunciano delle “vendette” per la morte dei propri fratelli musulmani. (agg. di R. G. Flore)

TARRANT RINUNCIA AL SUO AVVOCATO

Brenton Tarrant ha rinunciato al suo avvocato, con il licenziamento avvenuto proprio ieri del suo legale dopo i primi giorni di carcere in seguito alla strage delle moschee: il timore, riporta il New Zealand Herald, è che in questo modo il killer possa trasformare il processo imminente in uno strumento per la propaganda suprematista. Richard Peters – l’avvocato d’ufficio che ha difeso Tarrant nella primissima apparizione davanti ai giudici sabato scorso – ha detto di aver saputo dal suo assistito che avrebbe voluto difendersi da solo d’ora in poi. Non solo, sempre secondo il legale, il killer gli sarebbe parso assai lucido e per nulla instabile, al netto delle convinzioni estremiste. Intanto, mentre si teme una furiosa reazione del fondamentalismo islamico dell’Isis, la premier di Nuova Zelanda Jacinda Ardern ha annunciato che entro 10 giorni sarà annunciata la riforma della legge sulla vendita delle armi: non solo, ha annunciato una profonda inchiesta sugli 007 di Auckland visto che il suprematista bianco australiano non era mai stato schedato dall’intelligence, forse temendo di più la comunità islamica fondamentalista e lasciando perdere le frange minoritarie ma presenti del suprematismo.

NUOVA ZELANDA: TARRANT MINACCIATO IN CARCERE

Dai media della Nuova Zelanda giungono novità importanti sulla strage delle moschee avvenute nella cittadina di Christchurch lo scorso venerdì: Brenton Tarrant, l’australiano 28enne autore degli attentati dove hanno perso la vita 47 persone, sarebbe stato minacciato pesantemente in carcere. Secondo lo New Zealand Herald, il killer sarebbe nel mirino delle gang criminali locali: «Anche noi abbiamo amici in prigione» ha detto un dei membri delle bande criminali ai colleghi dell’Herald, lasciando intuire possibili ritorsioni contro il tremendo suprematista bianco entrato in azione in due moschee diverse di Christchurch. «Siccome sono venuti in Nuova Zelanda, adesso sono dei nostri. Sono la nostra gente. Quello che Tarrant ha fatto è stato disgustoso sbagliato in ogni modo possibile», spiega ancora uno dei membri di una gang locale neozelandese. Secondo l’avvocato Kim Workman, «L’unica cosa da fare è che l’amministrazione penitenziaria lo metta in isolamento e lo tenga in regime carcerario separato».

L’ISIS GIURA PRONTA VENDETTA

Mentre la responsabile di Facebook in Nuova Zelanda, Mia Garlick, fa sapere che nelle prime 24 ore dopo l’attentato nelle due mosche il social network ha rimosso «in tutto il mondo 1,5 milioni di video dell’attacco, di cui oltre 1,2 milioni sono stati bloccati mentre venivano caricati», da Roma arriva il nuovo messaggio di vicinanza e preghiera per tutte le vittime di Papa Francesco: durante l’Angelus domenicale, Bergoglio commenta «Prego per i morti e i feriti e i loro familiari sono vicino ai nostri fratelli musulmani e a tutta quella comunità, rinnovo l’invito ad unirsi con la preghiera e i gesti di pace per contrastare l’odio e la violenza». Intanto però dal fronte fondamentalista arrivano pesanti e inquietanti minacce di vendetta e ritorsione contro l’attentato suprematista messo in atto contro innocenti vittime musulmane: «Vi riporteremo la sconfitta presto, nessuno si salverà. La risposta è in arrivo» si legge sul fucile avvolto in una bandiera nera dell’Isis in un messaggio lanciato su Telegram, sinistramente simile al messaggio lanciato su Twitter prima della strage proprio da Brenton Tarrant.

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