SCUOLE CHIUSE PER CORONAVIRUS, LOMBARDIA/ Università: stop attività fino al 7 marzo

- Niccolò Magnani

Scuole chiuse per coronavirus, Lombardia e Veneto tra le regioni interessate. Le Università lombarde estendono lo stop delle attività fino al 7 marzo

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Coronavirus a Milano (LaPresse, 2020)

Con un comunicato della Conferenza dei Rettori delle Università Lombarde, in serata è stata data notizia della proroga della chiusura degli atenei della Regione fino al prossimo sabato 7 marzo. “Le Università della Lombardia ritengono che siano ancora attuali le ragioni cautelative che hanno condotto a sospendere le attività didattiche nella settimana iniziata con lunedì 24 febbraio 2020″, si legge nella nota ufficiale. Per tale ragione si è deciso che le attività formative in presenza saranno sospese fino al 7 marzo. Ogni singolo Ateneo ad ogni modo provvederà ad offrire ai propri studenti”forme di didattica a distanza” al fine di “contenere gli effetti negativi di questa emergenza”. Per tutte le informazioni dettagliate si rimanda ai portali dei singoli Atenei lombardi dove tutte le informazioni saranno costantemente aggiornate in tempo reale. Al momento si apprende che ciascuna Università della Regione coinvolta nell’emergenza da Coronavirus sta lavorando al fine di identificare le migliori soluzioni da adottare nel breve e nel medio/lungo periodo sul piano dell’organizzazione delle attività didattiche con l’auspicio di poter riprendere regolarmente da lunedì 9 marzo. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

CREMONA, OK A PROTOCOLLO D’INTESA

L’emergenza sanitaria legata al nuovo Coronavirus ha portato alla chiusura delle scuole anche a Cremona. Attraverso un apposito protocollo d’intesa promosso dal comune della città lombarda e firmato da sindaco, Prefetto e dai rappresentanti delle categorie e associazioni economiche, dei sindacati, degli ordini professionali, dal Presidente della Provincia di Cremona e dalle aziende sociali del territorio, l’obiettivo è quello di individuare forme condivise di sostegno ai genitori. Questi ultimi, in particolare i lavoratori, devono far fronte in questi giorni alla presenza dei figli a casa per via delle scuole chiuse. A tal fine con il protocollo in oggetto si mira ad una maggiore e costante attenzione, scrive Il Giorno, “volta al mantenimento delle attività produttive e dei livelli occupazionali, in modo da tutelare il sistema delle imprese e del lavoro, con particolare attenzione a mettere in atto forme di sostegno alla genitorialità dei lavoratori – dipendenti, in difficoltà ad essere costantemente presenti sul posto di lavoro a causa dell’emergenza sanitaria legata al nuovo coronavirus COVID-19”. Si aggiunge alla lista delle scuole chiuse anche la città di Torre Annunziata in provincia di Napoli, fino a mercoledì 4 marzo su ordinanza del sindaco Vincenzo Ascione. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

GALLERA “ENTRO DOMANI DECIDIAMO”

L’assessore al welfare della regione Lombardia, Giulio Gallera, ha parlato alla trasmissione Agorà, aggiornando la situazione delle scuole: “Finita la prima settimana – le sue parole a riguardo – se si decidesse si prorogare per la prossima le misure adottate, si potrebbero mitigare per alcune aree. Avremo un incontro con il ministero, tra oggi e domani si deciderà. Abbiamo chiesto di rallentare la vita sociale ma l’obiettivo era importantissimo – ha aggiunto Gallera – se riusciamo a contenere la diffusione riusciamo a voltare pagina. Le misure avevano questo obiettivo. Sono state prese in sintonia col governo e sulla base di indicazioni dell’Istituto superiore di Sanità”. Sulla vicenda si è espresso anche il governatore dell’Emilia Romagna, Bonaccini, che ha detto: “Sulle misure relative alle scuole c’è la possibilità di un accordo nazionale? Non lo so. Me lo auguro – le sue parole a margine della seduta di insediamento dell’Assemblea legislativa regionale – In ogni caso cercheremo di prendere il miglior provvedimento possibile nell’interesse della comunità emiliano-romagnola”. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

SCUOLE CHIUSE PER CORONAVIRUS: I POSSIBILI SCENARI

Fino a quando le scuole resteranno chiuse causa coronavirus? Una domanda che si stanno ponendo molti in queste ultime ore fra addetti ai lavori, genitori e ovviamente gli studenti. Allo stato attuale è difficile fare una previsione, ma resta comunque la tendenza di tutte le regioni coinvolte dall’epidemia, a tornare alla normalità il prima possibile. Il Veneto, tramite il governatore Zaia, ha fatto capire di essere disposto a riaprire le scuole fin da lunedì, ma servirà ovviamente l’ok del ministero e l’avvallo dell’Iss. Il Piemonte, invece, punta a star fermo ancora un paio di giorni, riaprendo gli istituti da mercoledì 4, mentre in Trentino è pressochè certo che l’ordinanza terminerà il primo marzo e non verrà rinnovata. Il caso più spinoso è senza dubbio quello della Lombardia, per cui il vicepresidente Fabrizio Sala ha spiegato: «Non c’è nulla di certo sulle scuole, ad oggi rimangono chiuse fino al primo di marzo. In modo scientifico andremo insieme alle altre istituzioni a prendere provvedimenti per un giusto equilibrio fra contenimento del virus e minori danni possibili all’economia e alla socialità dei cittadini». Non è da escludere che si possano effettuare delle riaperture solo in determinate province, a seconda del grado di infezione. Infine, Emilia Romagna e Friuli favorevoli alla riapertura. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

SCUOLE CHIUSE PER CORONAVIRUS, ZAIA: “RIAPRIAMOLE”

Il governatore della regione Veneto, Luca Zaia, intervistato stamane in collegamento da Storie Italiane, su Rai Uno. Il presidente veneto ha affrontato la questione scuole chiuse, dicendo: “Ci vuole un’intesa con il ministero della salute. Ad oggi l’ordinanza scade domenica primo marzo, ma serve che l’Iss, l’istituto superiore della sanità, certifichi i comportamenti da adattare a livello nazionale, mettendoli nero su bianco per evitare che si crei un dibattito all’interno della comunità scientifica, come già avvenuto in queste ore. L’ordinanza delle scuole chiuse – ha aggiunto Zaia, spero termini domenica. La mia visione è quella di riaprire le scuole per dare un bel segnale, ma ripeto, serve che l’Iss certifichi il tutto. Scuole da riaprire nelle province dove non ci sono infetti? Direi di sì, dobbiamo dare dei segnali di tranquillità ma non perchè va di moda darli”. Zaia ha poi aggiornato la situazione infetti in Veneto: “Tutto assolutamente sotto controllo, abbiamo 133 persone positive, di cui 69 asintomatiche, che stanno benissimo. 29 quelle ospedalizzate, di cui solo 8 in terapia intensiva. Il vero problema è la pandemia mediatica. Fontana? Ha fatto bene a fare quello che ha fatto”. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

SCUOLE CHIUSE PER CORONAVIRUS: QUANDO SI DECIDE?

«Se i nostri figli vanno a scuola nella maggior parte delle Regioni italiane, questo vuol dire che come loro vanno in aula possono continuare a venire in Italia anche i turisti e gli imprenditori»: il Ministro degli Esteri Luigi Di Maio ha ben riassunto il “nocciolo” del problema sul fronte Coronavirus per i prossimi delicatissimi giorni di emergenza. Le scuole chiuse – e con esse le università, i musei, i cinema, le manifestazioni sportive e in generale tutte le forme di attività che rendono viva una società e una comunità – hanno rappresentato in questa settimana di massima emergenza un colpo durissimo all’immagine del Sistema Italia: per questo motivo, e per il “contenimento” delle vittime nelle aree colpite dal Covid-19, diverse Regioni stanno pensando di riaprire le scuole a partire dal prossimo lunedì 2 marzo. Ieri è stato il primo giorno di “cambio strategia” per diversi Governatori, accogliendo l’invito del Governo di ritornare al più presto alla normalità sempre ovviamente mantenendo il tema della sicurezza e della prevenzione come “stella polare”. E allora Veneto, Alto Adige e Piemonte hanno iniziato ad annunciare delle prime sospensioni delle ordinanze che sono in vigore per ora solo fino al 1 marzo: da lunedì potrebbero tornare il classe gli studenti della Campania, del Trentino-Alto Adige e del Veneto, anche se gli ultimi casi (sporadici, va detto) in Marche e Campania potrebbero frenare le decisioni dei Governatori del Nord.

SCUOLE CHIUSE: LE DECISIONI REGIONE PER REGIONE

Aumenta di probabilità dunque il criterio proposto dalla Ministra della Scuola Lucia Azzolina che ieri ha rinnovato l’invito alle Regioni: ancora scuole chiuse per qualche giorno nelle zone rosse del contagio e nelle aree più prossime, riapertura a scacchiera invece nelle province non toccate. «Dobbiamo capire se il trend di diffusione rallenta e magari si blocca. Quando avremo riscontri positivi in questo senso, ci daranno il via libera ad attuare o revocare le misure», ha spiegato ieri il Governatore della Lombardia Attilio Fontana. Proprio la Lombardia insieme all’Emilia Romagna decideranno tra oggi e domani se fare riprendere le lezioni e quando: Veneto e Alto Adige restano fermi nella riapertura da lunedì, Piemonte orientato a far slittare la riapertura verso la metà della prossima settimane. Il Governatore Cirio ha spiegato «serve un’ordinanza meno restrittiva che conduca gradualmente verso la normalità, con la riapertura delle scuole agli studenti dalla metà della prossima settimana». In Friuli Venezia Giulia per ora resta intoccata l’ordinanza che chiude le scuole fino al 2 marzo, escluso; Liguria dece ancora decidere, per ora resta chiusura solo fino a domenica compresa; nelle Marche continua il testa a testa tra Governo, Tar e Presidente Ceriscioli e con una nuova ordinanza ieri sera (dopo la riapertura imposta dal Tribunale) si sono richiuse le scuole fino al prossimo 4 marzo. Per l’Abruzzo le scuole chiuse sono solo nel Comune dell’unico contagio in Regione, Roseto degli Abruzzi; per la Sicilia, scuole aperte tranne a Palermo fino a lunedì prossimo. Lazio e Calabria, al momento, hanno scuole aperte e non intendono chiuderle per i prossimi giorni.

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