Sondaggi politici: Lega ‘frena’ al 36%/ YouTrend, i 6 scenari sulla crisi di Governo

- Niccolò Magnani

Sondaggi politici sulla crisi di Governo: YouTrend, i 6 scenari dopo l’intervento del Premier Conte al Senato domani. Lega “rallenta” al 36%

crisi di governo
Luigi Di Maio e Matteo Salvini (LaPresse)

Alla vigilia delle comunicazioni di Conte in Senato che diranno molto se non tutto di questa crisi di Governo anomala, Lorenzo Pregliasco di YouTrend ha illustrato sui social i 6 scenari più probabili che potranno intercorrere tra domani e la fine di agosto/mese di settembre. Non sono sondaggi elettorali veri e propri ma rappresentano un importante “polso della situazione” da uno degli addetti ai lavori più “inside” di numeri e scenari delle stanze politiche: la prima opzione reale riguarda l’accordo Pd-M5s, anche se le ultime dichiarazioni di Renzi e Zingaretti hanno rimesso di nuovo in discussione l’asse più credibile per sostituire il governo gialloverde ormai ridotto ai brandelli da Salvini e Di Maio. Secondo scenario il Governo “Ursula”, come auspicato da Romano Prodi anche se con la forte “zavorra” di una coesistenza M5s-Forza Italia difficile da giustificare per l’elettorato soprattutto grillino; secondo Pregliasco, il terzo scenario ipotizzabile è un Governo elettorale del Presidente Mattarella, una transizione per portare l’Italia al voto nel 2020 e comporre la Manovra da tecnici di fiducia del Quirinale. Quarto scenario è invece il “Governo Canossa” Lega-M5s, con il ritorno alle origini magari con nuovi equilibri e Ministri a Palazzo Chigi; altro scenario ipotizzato da YouTrend sono le Elezioni anticipate in autunno, come auspicato da Salvini ma come probabilmente “da evitare” per il giudizio del Colle. Sesto e ultimo scenario realizzabile per la crisi di Governo è una coalizione di Centrodestra al timone con questo Parlamento e la possibile aggiunta per raggiungere la fiducia di un gruppo di Responsabili da ricercare in Senato e Camera.

YOUTREND (19 AGOSTO): PREVISIONI ADDETTI AI LAVORI “36% GOVERNO PD-M5S”

YouTrend ha condotto in questi giorni agostano di “anemia” di sondaggi politici un dato molto interessante calcolando il giudizio non più degli elettori normali cittadini, ma degli addetti ai lavori delle varie emittenti che seguono da settimane la crisi di Governo gialloverde. Ebbene, la previsione degli esperti vede allontanarsi sempre di più l’ipotesi di Elezioni anticipate con Salvini in rampa di lancio: anzi, per il 36% degli esperti sarebbe pronto da domani l’iter per un Governo Pd-M5s di legislatura che tenga fuori Salvini e imposti una serie di riforme per i prossimi tre anni. Il 13% delle previsioni vede invece un “Conte-bis” con ancora Salvini e Di Maio vicepremier, magari con qualche rimpasto, mentre solo il 12% vede come possibile la Coalizione “Ursula”, con Pd-M5s-Forza Italia come auspicato da Romano Prodi. Stesse possibilità per un Governo elettorale che traghetti il Paese verso il voto nel 2020, mentre al 4% viene dato un improbabile Governo di Centrodestra Lega-FI-FdI con manipolo di Responsabili per rimanere ancora in questa Legislatura. La media delle previsioni nei sondaggi YouTrend è stata realizzata con 21 giornalisti e addetti ai lavori per le testate DPA, Fanpage, Il Fatto, Il Giornale, La7, La Stampa, La Verità, Mediaset, RaiNews, Repubblica, Reuters, Sky Tg24, Tg1, TV2000.

SONDAGGI FERRAGOSTO: CONTE LEADER, LEGA FRENA

Nuovi sondaggi politici nel periodo di Ferragosto non ne sono stati fatti e allora i dati che restano sono quelli che danno una Lega tra il 35% fil 40% con segnali di rallentamento importanti però: il dubbio amletico resta sempre lo stesso, se Elezioni anticipate o un “Governo a termine” Pd-M5s che metta ai margini Salvini e consegni la nuova Manovra economica. Nel gioco delle ipotesi che la politica ha deciso di “regalare” al popolo italiano nel mese di agosto con questa crisi di Governo, oltre al possibile voto anticipato in autunno si discute e non poco del toto-premier, fatto assai insolito di norma nei mesi estivi. Eppure un Governo “istituzionale”, uno “a termine” e un altro “di legislatura” potrebbero ognuno avere un possibile candidato premier diverso a seconda degli accordi/scontri tra i partiti in Parlamento. Draghi o Cottarelli per la prima opzione, Conte “bis” per le altre due con possibili ma improbabili strade che vedono Roberto Fico o addirittura Luigi Di Maio nel ruolo di Presidente del Consiglio. Quando però è stato chiesto nei sondaggi Termometro Politico del 10 agosto agli elettori M5s quale fosse il leader per un possibile voto anticipato che non fosse Di Maio (in quei giorni era assai più probabile come opzione nel pieno della crisi di Governo), i dati erano stati inequivocabili: il 71,4% sceglieva Conte, il 3,4% Fico, Di Battista al 20,9% e nessuno di quei nomi al 2,9%.

PARERI IXÈ E YOUTREND: SALVINI RALLENTA

La crisi di Governo sembra sempre più sfociare non in Elezioni anticipate bensì in un accordo clamoroso tra Pd e M5s, come clamoroso del resto era stato quello tra Di Maio e Salvini dopo un mese di mancanza d’accordi dopo le Elezioni politiche del 4 marzo 2018. I sondaggi politici di questo periodo ferragostano non aiutano a comprendere al meglio per le segreterie dei partiti quali siano le effettive situazioni di consensi “mischiati” tra vicende personali, crisi di Governo e scontri interni a partiti dell’opposizione pronti a fare il “passo” di un ingresso inaspettato in un Governo di legislatura. Secondo il direttore di Ixé Roberto Weber, in queste settimane Salvini sta pagando una certa fragilità nella gestione della crisi di Governo: temendo ora il patto Di Maio-Renzi, il ritorno alle urne sembra più lontano e la Lega potrebbe rimanere con il cerino in mano, senza voto e senza più neanche il Governo. Secondo Pregliasco (YouTrend) i numeri della Lega che oggi restano attorno al 36% (ultimi sondaggi politici di Noto prima di Ferragosto, ndr) potrebbero peggiorare se Salvini dovesse “tornare indietro” andando a stringere nuovo contratto con l’M5s (che comunque ieri con il vertice a casa Grillo sembra averlo escluso). Crescono, ma pochissimo, Pd e M5s (23,4% e 18,2%) ma sarà interessante capire se i rispettivi elettorati vedranno di buon o cattivo occhio la strana alleanza per un Governo anti-Salvini nei prossimi mesi.

ANALISI POLITICA: PER IL 60% “GIUDICI CONDIZIONANO POLITICA”

Dopo gli attacchi di Roberto Saviano – che ha affermato come Salvini sia «destinato al carcere», della Ong Open Arms e degli stessi parlamentari del M5s, il binomio politica-giustizia torna di nuovo “di moda” anche nei sondaggi politici. Interessanti in questo senso i dati contenuti in un sondaggio prodotto da Analisi Politica lo scorso fine luglio: in una larga analisi sull’intero rapporto-scontro tra giudici e politica, agli elettori intervistato è stato chiesto «”Sovente i magistrati agiscono con fini politici”: cosa ne pensa di questa affermazione?». Ebbene, se nel si osservano i sondaggi di quest’anno 2019 si scopre come in realtà non sia cambiato molto rispetto ai tempi del pieno Berlusconismo in campo politico e giudiziario: il 66% si dice ‘contro’ l’ingerenza che la giustizia pone nei confronti di alcuni leader politici, di fatto “smentendo” l’ipotesi costante di Saviano di voler porre fine all’esperienza politica al Governo del leader Salvini proprio per via di inchieste e indagini a suo carico (Russiagate e Ong-Migranti su tutti). Il 17% si dice poco concorde con quella affermazione mentre solo il 12% ritiene che non sia per nulla vero che vi sia in Italia l’ingerenza della giustizia nei palazzi della politica.

“FLOP GOVERNO UNITÀ NAZIONALE”

Sondaggi politici elettorali post crisi di Governo, tra tendenze di voto e preferenze sul futuro dell’esecutivo il dibattito è sempre più acceso. Come vi abbiamo raccontato, un italiano su due ‘sposa’ la linea della Lega di Matteo Salvini: il 50% vuole un ritorno anticipato alle urne, senza alcun tipo di maggioranza alternativa o esecutivi di unità nazionale. Due scenari bocciati in maniera netta, rispettivamente fermi al 14% ed al 18%, mentre segna un dato leggermente migliore un possibile governo tecnico ‘alla Mario Monti’: il 22% degli intervistati sarebbe favorevole. Dando uno sguardo alle scelte delle varie porzioni di elettorato, è semplice notare come gli elettori dei partiti ‘favoriti’ da un ritorno alle urne spingano per il voto subito: la maggioranza degli elettori di Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia vuole lo scioglimento delle Camere, probabilmente anche perché gli ultimi sondaggi danno un Centrodestra nettamente favorito per la formazione del nuovo esecutivo. Gli elettori di M5s e Pd, che rischiano di tornare-restare all’opposizione, valuta con minor entusiasmo questo scenario e caldeggia ipotesi differenti… (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

SONDAGGI POLITICI, ELEZIONI ANTICIPATE O SCENARI DIVERSI?

Nei sondaggi politici stilati a fine luglio ma pubblicati a Ferragosto da Analisi Politica per Libero Quotidiano forse si affronta la domanda più interessante di tutta questa intera fase di “folle” crisi di Governo tra Lega e M5s con lo “zampino” più che interessato del Partito Democratico di un redivivo Matteo Renz. Si è chiesto agli elettori intervistati «Se dovesse cadere l’attuale governo Lega-Movimento 5 Stelle, per l’Italia sarebbe meglio...» ed è qui che forse si gioca la vera battaglia dei consensi, con il 50% che di fatto si dice “d’accordo” con Matteo Salvini e con l’intera linea del Carroccio. Un intervistato su due infatti risponde «Fare subito nuove elezioni politiche, per verificare la volontà dei cittadini»; niente accordi “di palazzo” o Governi di legislatura tra Di Maio e Renzi-Zingaretti, questa opzione è scelta “solo” dal 14% con specifica «Formare un nuovo governo politico, di centrodestra o centrosinistra, con le nuove maggioranze che ci sono in parlamento». Il 18% invece sostiene di voler Affidare ad una personalità riconosciuta, come ad esempio Mario Draghi, «un governo di unità nazionale per garantire la stabilità del paese».

ANALISI POLITICA (15 AGOSTO): LE INTENZIONI DEI PARTITI

Bene, ma i singoli elettori dei singoli partiti cosa dicono in questi sondaggi politici di stretta attualità? Qui la partita si fa ancora più interessante visto che come noto le posizioni e le “mosse” dei vari protagonisti – Salvini, Conte, Renzi, Di Maio e lo stesso Mattarella – potrebbero modificarsi o riflettersi a seconda di come il “consenso” del momento. Ebbene, sul fronte Lega gli elettori sono convinti “solo” al 55% di voler andare subito al voto, dunque non proprio un fronte compattissimo attorno al proprio leader Matteo Salvini. Chi si dice ancor più convinto di tale opzione sono gli elettori di Forza Italia (56%) e sopratutto quelli di Fratelli d’Italia che con la leader Meloni sperano in un Governo a 2 Lega-FdI (73%). A volere le urne anche il 39% del M5s, il 50% di LeU e il 41% del Pd, dunque non convinti per nulla neanche loro del Governo di legislatura ipotizzabile Zingaretti-Di Maio; per tale opzione si schierano il 20% dei grillini, il 18% dei dem e l’8% di LeU, mentre il 20% di Forza Italia, il 15% di Fdi e il 15% della Lega sceglierebbe un immediato Governo di centrodestra in Parlamento (anche se i numeri in realtà non ci sarebbero). I sondaggi politici di AnalisiPolitiica si concludono con le singole “desiderata” su un Governo tecnico: lo vuole il 17% dei M5s, il 32% del Pd, il 22% di FI, il 10% di FdI e un basso 10% degli elettori del Carroccio.

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