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ELEZIONI EUROPEE 2014/ Il nemico della Merkel che può aiutare l'Europa

Per CARLO PELANDA, proprio in quanto tedesco il candidato del Partito Socialista Europeo potrebbe svolgere una missione di difesa dell’Europa contro la supremazia della Germania

Martin Schulz (Infophoto) Martin Schulz (Infophoto)

Scontro finale tra Jean-Claude Juncker e Martin Schulz, i due principali candidati per la presidenza della Commissione Europea. Il primo è sostenuto dal Ppe, cui nel nostro Paese aderiscono Forza Italia, Nuovo Centro Destra, Udc e Popolari per l’Italia, il secondo dal Pse, di cui fa parte il Pd. Il prossimo 25 maggio gli elettori saranno chiamati a esprimersi non solo sui candidati al Parlamento europeo, ma anche sul nuovo presidente della Commissione Ue attraverso le liste che lo sostengono. Abbiamo chiesto a Carlo Pelanda, professore di Politica ed Economia internazionale nell'Università della Georgia, di spiegarci che cosa cambierà per l’Italia a seconda che a vincere sia Juncker o Schulz.

 

Professor Pelanda, quali sono i vantaggi di Juncker rispetto al suo rivale?

Juncker ha un grande vantaggio rispetto a Schulz ed è la sua esperienza. Il candidato del Ppe ha trascorso una vita intera nell’ambiente europeo tra Consigli intergovernativi ed Ecofin e ha una buona capacità negoziale. Juncker inoltre è abbastanza ben visto dai tedeschi, ma non è totalmente filo-tedesco. In un ruolo come quello di presidente della Commissione Ue occorrono persone molto esperte. Poiché ci troviamo in un ambiente internazionale, quello del Presidente della Commissione Ue non sarà un vero e proprio ruolo esecutivo.

 

Quali sono invece le qualità positive di Schulz?

Schulz a sua volta ha accumulato anni di esperienza al Parlamento Ue ed è un social-democratico pragmatico. Inoltre, farà di tutto pur di mettere i bastoni fra le ruote alla Merkel, la quale sostiene il Ppe. Tanto Juncker quanto Schulz hanno lo stesso livello di europeismo, anche se il socialista dei due potrebbe avere il pregio di voler contrastare le posizioni nazionaliste di Angela Merkel. Proprio in quanto tedesco, Schulz potrebbe svolgere una missione di difesa dell’Europa contro la supremazia della Germania. In termini concreti, però, ciò significa poco, in quanto ciò che conta è quello che decidono le nazioni, non la Commissione Ue.

 

Come valuta le diverse posizioni sul tetto del deficit/Pil al 3%?

La Commissione Ue è il custode dei Trattati, e se il Trattato Ue prevede che il rapporto deficit/Pil debba essere al di sotto del 3% non si può fare altrimenti. Al primo posto ci sono delle valutazioni politiche, e quindi i rapporti di forza tra i vari Stati. Non credo però che la personalità di chi rivestirà il ruolo di presidente della Commissione possa modificare la regola del 3% inserita nei Trattati. La Commissione deve applicare il Trattato, non può inventarsi una sua interpretazione.

 

Quali compiti spetteranno dunque alla Commissione?


COMMENTI
16/05/2014 - La fede nell'UE (Rodolfo Spezia)

La fede in Dio ha lasciato il posto alla fede nella UE.Questa è la nuova divinità che dobbiamo adorare. C'è una lagione di ciechi che desiderano essere guidati da alcuni personaggi che hanno fatto solo disastri,ma una informazione bugiarda li presenta come salvatori. Stupisce che tanti sedicenti cristiani siano ben intruppati tra questi adoratori del nuovo dio. Forse i lauti emolumenti dei parlamentari europei possono spiegare il vero motivo:ho letto che mettendo insieme i vari compensi si può arrivare a prendere 1 milione di € all'anno.E in questi tempi di crisi occasioni così sono rare.