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SCENARIO/ Caro Berlusconi, il processo breve è ingiusto e non conviene

Pubblicazione:mercoledì 27 gennaio 2010

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Il Senato ha approvato il disegno di legge sul "processo breve". Ciò è avvenuto tra scontri e polemiche e già si parla di ulteriori modifiche durante l’iter di approvazione presso la Camera dei deputati, ma cerchiamo di fare alcune osservazioni sull’attuale formulazione. Innanzi tutto la disposizione transitoria: si prevede che per i processi in corso, relativi a reati commessi fino al 2 maggio 2006, puniti con pena inferiore nel massimo a dieci anni, il giudice dichiari estinto il processo se sono decorsi più di due anni dalla richiesta di rinvio a giudizio del Pubblico Ministero.


Questa disposizione, oltre ad essere priva di senso nell’ottica di una riforma complessiva del processo penale e dei suoi tempi che, ovviamente, deve valere per il futuro, produrrebbe degli effetti inaccettabili, di profonda ingiustizia per la collettività. Verrebbero, infatti, cancellati di colpo migliaia di processi anche per reati gravi: sono compresi tutti i reati societari, fallimentari (con la sola esclusione della bancarotta fraudolenta) e le violazioni finanziarie dei c.d. "colletti bianchi", molti reati contro la pubblica amministrazione (tra cui la corruzione), la truffa aggravata ai danni dello Stato e degli enti pubblici, l’omicidio colposo, solo per fare alcuni esempi.


Processi per cui si sono spesi anni di indagini, di costi e di lavoro da parte delle forze dell’ordine, di magistrati e cancellieri, di avvocati e di consulenti tecnici, con le legittime aspettative di giustizia da parte delle vittime dei delitti contestati e di ristoro dei danni patiti.
Si afferma da parte dei sostenitori della norma transitoria che si tratta di processi comunque coperti da tre anni di indulto (valendo per i reati commessi anteriormente al 2 maggio 2006): la giustificazione è apparente e non convince.


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COMMENTI
20/03/2010 - Articolo (Maria Cristina Berra)

Caro Collega, non mi piace il tono che si permette di usare contro il comune Presidente del Consiglio, non mi piace la saetta che lancia in chiusura, non mi piacciono la solita critica e il solito (pre) giudizio e le solite insinuazioni nei confronti del Presidente del Consiglio scagliati dall'alto. Non mi piace proprio questa licenza di rivolgersi al Presidente del Consiglio come fosse un amichetto di cui poter sparlare a piacimento insinuando sempre la mala fede. In sostanza poteva risparmiare al lettore la sua insinuazione finale dato che francamente non se ne può più dei soliti ritriti luoghi comuni che spesso e volentieri in un attimo sprofondano nell'offesa gratuita. E che ovviamente sono totalmente inutili. Ho scoperto il suo articolo per caso, navigando nel sito della laf, perchè STAVO valutando di associarmi. Io stimo e voglio imparare un atteggiamento umano costruttivo e umile. La redazione non pubblicherà il mio commento perchè ritenuto 'inopportuno'?