Recentemente sulla sanatoria Salva Casa sono state pubblicate delle nuove informative al fine di semplificare le pratiche istruttoria per poter regolarizzare – dove possibile – l’unità immobiliare oggetto di illeciti.
Nello specifico vengono apportate delle semplificazioni burocratiche per quel che concerne le abitazioni irregolari di cinquant’anni fa. Nella fattispecie sono interessati le unità immobiliari oggetto di un intervento edilizio finalizzato prima del 30 gennaio risalente all’anno 1977.
Sanatoria Salva Casa: una pratica per più scopi
Tra i nuovi iter del MIT riguardo alla sanatoria Salva Casa si prospetta la possibilità di mandare un’unica pratica per differenti finalità: dal cambio d’uso in merito alla sanatoria alla regolarizzazione di vecchie difformità (risalenti anche a 50 anni fa).
La principale novità riguarda la possibilità di presentare la pratica di regolarizzazione con un solo titolo edilizio (l’ultimo in ordine cronologico), e a patto che il documento in questione faccia riferimento a tutti i titoli passati (senza tralasciarne nessuno).
Una procedura finalizzata a velocizzare l’iter, sia per i professionisti del settore che per i proprietari degli immobili. L’applicazione è valida sia per i titoli che godono del “silenzio assenso“, sia per quei documenti che attestano la possibilità di costruire.
Sanatorie per difformità vecchie
La nuova sanatoria Salva Casa introduce la possibilità di regolarizzare gli abusi edilizi del patrimonio immobiliare italiano vecchio di quasi cinquant’anni. Si tratta quelle unità immobiliari costruite prima del 1977.
A quell’epoca non esisteva nessuna linea guida o iter scritto formale che potesse approvare i lavori in corso d’opera. Oggi la stessa possibilità viene concessa con un invio della nota Scia, ovvero la Segnalazione Certificata di Inizio Attività.
La norma ammette la sanatoria a patto che vi sia un titolo presentato prima dell’inizio dei lavori (poco importa che poi essi siano stati conclusi o cominciati in un momento successivo), esentando dalla responsabilità i singoli Comuni italiani che non avevano alcun potere di accertarne la “fattibilità edilizia ed urbanistica”.
Qualora un immobile abbia subito un aumento di valore molto lieve, allora la sanatoria può prevedere l’applicazione della sanzione minima (evitando di interpellare l’Ade e affidare la pratica al Comune).