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CRAC GRECIA/ 2. Il disegno americano che vuol spezzare l’Europa

Pubblicazione:giovedì 6 maggio 2010

Foto Imagoeconomica Foto Imagoeconomica

La crisi greca ha reclamato le prime vite. Verrebbe voglia di fermarsi, in segno di sdegno e di rispetto. Invece non è possibile. E nemmeno giusto. Occorre invece continuare, il più possibile, a dire la verità. Quella scomoda, quella che urtica, quella che obbliga al realismo.

 

Quindi è giusto dire che i governi greci hanno colpe enormi, che le banche ne hanno ancora di più, ma che occorrerebbe dire qualcosa anche a quei cittadini greci abbienti che, dati alla mano, hanno fatto ripartire il mercato immobiliare di lusso a Londra: comprano case da milioni di euro perché vedono nel mattone britannico un bene rifugio al pari dell’oro.

 

A dirlo non è il sottoscritto, ma i dati diffusi da Knight Frank, agenzia leader del real estate, in base ai quali nell’ultimo mese le vendite di case con costo superiore al milione di sterline sono cresciute del 21%. Per l’agenzia, i proprietari di casa greci contano ora per il 6% nel mercato britannico di immobili con valore superiore ai 2 milioni di sterline, il doppio rispetto allo scorso anno. La realtà è questa, certificata dagli atti d’acquisto con nome e cognome.

 

La finanza è certo spietata, ma finché non metteremo in conto che l’avidità è diffusa ovunque e il bene comune è un valore sempre meno perseguito, continueremo a fare la caccia alle streghe contro gli hedge funds e gli speculatori: se i derivati, sempre più rischiosi e per questo sempre più in grado di offrire profitti, sono andati a ruba non è solo perché qualche “delinquente” li vendeva, ma anche perché qualcuno, anzi moltissimi, li compravano. Si chiama legge della domanda e dell’offerta, una base dell’economia.

 

Detto questo, la realtà è una sola: questa seconda ondata di crisi, basata sul debito, è eterodiretta. C’è un piano di crollo generalizzato delle Borse per ottenere un effetto Idra nell’eurozona, una sorta di sabotaggio - anche valutario - orchestrato non tanto dai fondi speculativi, i quali salgono in giostra e poi scendono al volo, quanto da istituzioni politiche, banche e major per spostare il mirino verso il Club Med e dettare le nuove regole dell’economia e degli assetti istituzionali.

 

Non si spiegherebbe, infatti, il perché nel pieno dell’incendio greco Moody’s abbia sentito il bisogno di annunciare di aver aperto una procedura di rivisitazione del debito portoghese per la possibilità di un downgrade non di uno, ma addirittura di due livelli di rating. Chi getta benzina sul fuoco, difficilmente l’ha scambiata per acqua: lo fa scientemente.

 

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COMMENTI
06/05/2010 - Analisi convincente; ma... (Francesco Giuseppe Pianori)

Sono certo anche io, lo capiscono anche i bambini, che questa crisi è ampiamente pilotata dall'America o meglio da alcuni "banditi" in doppio-petto. C'è un piccolo particolare, il classico sassolino nell'ingranaggio che rischia di vanificare il loro folle progetto. Tutta sta a vedere se, in caso di tradimento, convenga umiliarsi e chiedere perdono ala moglie o continuare a flirtare con la puttanella per cui si è persa la testa. L'America amoreggia con la Cina, la quale, come tutte le donne orientali, sorride per ingannare. I vecchi bavosi s'illudono di poter far colpo ancora sulla bella entraineuse; ma ormai hanno sparato tutti i colpi. Da almeno 12 anni (in quell'anno sono stato in USA e Hong Kong solo aprendo gli occhi e considerando un po' di storia romana), un prete pressoché sconosciuto, buttato fuori dalla Cina, tale Bernardo Cervellera, avvertiva che l'economia cinese è una bolla di sapone e che, in caso di esplosione, avrebbe travolto il mondo intero. L'America continua a fidarsi della Cina, che l'ha già ingannata in occasione della Guerra Civile fra Mao e Chiang. E' evidente che da una famiglia sfasciata tutti ci rimettono, eppure c'è ancora chi preferisce lasciare moglie e figli per fuggire con l'amante di turno. Auguri, America! La Cina è molto vicina; ma non è nulla più che una puttanella ormai vuota. Le interessano solo i soldi, per pochi eletti Compagni Capitalisti. L'Europa sa risorgere, come una moglie abbandonata; agli amanti restano solo rughe e rimpianti

 
06/05/2010 - Domanda, anche se mai nessuno risponde (Diego Perna)

Cosa significa che il pil aumenta, secondo previsioni nel 2010 dell'1% o dello 0,9, quando le aziende chiudono o delocalizzano, lo stato, vedi scuola ecc. rinunciano ad assumere precari che lavoravano da 10 anni, insomma la disoccupazione aumenta come nulla fosse, e tutti governo e no, continuano a parlare di ripresa seppur lenta, a macchia di leopardo, fragile, incerta e tanti altri aggettivi assurdi ed insensati. A chi serve una comunicazione del genere se le cose vanno sempre peggio e qualcuno se prova a dirlo, vuol dire che è un gufo? Oltre che preoccupato sono anche un pò confuso, anche perchè sembra non ci sia più una logica nei fatti.(a sentire almeno ciò che ci vien detto anche da gente autorevole nel campo economico) Saluti e grazie

 
06/05/2010 - svalutazione (gianluca castelli)

Può essere come dice Bottarelli, in questo periodo i "gufi" (lo dico bonariamente) hanno un certo successo. E se, invece, il crollo dell'euro, non ostacolato dalle autorità europee, fosse una inconfessabile svalutazione? Sul fatto di non confessare tale manovra si potrebbe discutere: la svalutazione di per sè, se controllata, non è affatto una male; e in molti sostengono che ciò sia proprio quello che adesso servirebbe all'Europa. Basterebbe che la Germania, facendo atto di umiltà, dichiarasse: <>. Scommetterei che tutto si stabilizzerebbe.