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SCUOLA/ Dalla violenza di gruppo alla terapia degli asini. Ma i prof dove sono?

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Mentre il clima della campagna elettorale si surriscalda e le questioni delle politiche educative paiono lontane anni luce dalle agende degli aspiranti leader delle varie coalizioni, nelle aule scolastiche accadono fatti che meriterebbero maggiore attenzione dei media, da tempo impegnati nel rispetto della par condicio delle liste e dei candidati premier. Sarebbe ora di riaccendere i riflettori sull’emergenza educazione e dare spazio alla vera par condicio: quella che permetterà alle studentesse di oggi di raggiungere i meritati traguardi occupazionali, conseguenti alle loro performance scolastiche, spesso migliori di quelle dei coetanei maschi. 

Il dramma della sedicenne di Messina, vittima della violenza di un paio di compagni di scuola prevaricatori della sua fisicità femminile, c’invita a “scoprire” dell’altro. Esasperata dalle reiterate richieste di levarsi gli indumenti per accondiscendere a un insano desiderio di palpeggiamento durante la ricreazione nel cortile della scuola stessa e determinata a non lasciarsi sopraffare, la sventurata racconta ai genitori la vicenda e i carabinieri passano all’azione registrando con le telecamere la veridicità dei fatti denunciati. A completamento dell’ignobile opera denigratoria, altri messaggi intimidatori postati sui social network allo scopo di dissuaderla, diffamandola. Una strategia perdente il cui effetto boomerang non si è fatto attendere. Entrambi gli studenti sedicenni, ignoranti prevaricatori convinti di farla franca, sono stati arrestati.

In altre città del nostro bel Paese l’antidoto all’identica ossessione sperimentale (intendiamoci, non quella del metodo galileiano, naturalmente) pare sia già stato trovato e applicato con proficui risultati. La stampa locale di Padova riporta un progetto davvero interessante. In alcune scuole sono stati introdotti simpatici ciuchini capaci di spegnere i bollenti spiriti dei giovanottelli “ricercatori” di emozioni adeguate al loro quoziente intellettivo. Emotivamente, ne avevano bisogno, così vi leggo. Se, come pare, accarezzare gli asinelli serve a darsi una calmata, ben vengano i ragli dei nuovi “professori”. A quelli veri, che gradirebbero insegnare ancora qualcosa di indispensabile al pensiero critico non resta che adeguare la programmazione: dalle stelle del “sorpassato” Pastore errante dell’Asia alle stalle delle loro attuali scuole. Un messaggio forte e chiaro a chi sostiene che l’innovazione tecnologica ci abbia fatto perdere l’indispensabile uso degli organi di senso. Del tatto, in particolare…

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