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SCUOLA/ Dal Tfa speciale ai Pas: e il nuovo reclutamento?

Il decreto sul Tfa speciale, ora ribattezzato Pas (Percorsi abilitanti speciali) sarà in vigore il 19 luglio. I nodi irrisolti di un provvedimento che non guarda al futuro. MAX FERRARIO

Il ministro dell'Istruzione Maria Chiara Carrozza (InfoPhoto) Il ministro dell'Istruzione Maria Chiara Carrozza (InfoPhoto)

IL DECRETO SUL TFA SPECIALE (PAS) IN VIGORE DAL 19 LUGLIO. E così, esauriti tutti i ritardi cumulabili e i “traccheggiamenti” possibili, finalmente il provvedimento sul Tfa speciale – ora ribattezzato Pas, “Percorsi abilitanti speciali” – è finito nella Gazzetta Ufficiale del 4 luglio come decreto n. 81/2013; entrerà effettivamente in vigore il 19 luglio prossimo, giusto in tempo per scavalcare un altro anno scolastico.

Quel che fa scattare più di un moto di rabbia è il fatto che il decreto pubblicato ora è perfettamente identico a quello firmato il 25 marzo scorso dall’allora ministro Profumo, non una virgola di più o di meno. Una firma, peraltro, già piuttosto tardiva visto che la prima versione del provvedimento risale al giugno 2012 e l’iter dei pareri di rito era iniziato con quello del Consiglio nazionale della Pubblica istruzione (Cnpi), reso il 4 luglio 2102 (giusto un anno fa…), per concludersi con quelli delle VII Commissioni di Senato e Camera, rispettivamente il 29 gennaio e il 6 febbraio di quest’anno. E, soprattutto, considerato che si tratta di un provvedimento piuttosto limitato nel contenuto legislativo: solo una modifica regolamentare al DM n. 249/2010. 

Purtroppo, sono tanti gli interessi contrapposti e i veti incrociati che stanno dietro questo provvedimento, ma a farne le spese sono sempre gli stessi. Il fatto è che in gioco c’è il futuro lavorativo di 70-80mila non abilitati, che ogni anno vengono chiamati a supplire le inadempienze di un ministero che ancora non riesce (o non vuole?) elaborare una seria programmazione delle assunzioni e dare regole certe e stabili per il reclutamento. Fino a che punto, però, si potrà continuare a giocare con la vita delle persone? 

A onor del vero, non si può addossare al Miur tutta la responsabilità di rallentamenti e ritardi, avendo fatto la loro parte anche i ministeri dell’Economia e della Funzione pubblica, gli organi consultivi a vario livello, il Consiglio di Stato e tutti gli altri organismi implicati nell’ipertrofico iter burocratico. Sta di fatto che quel provvedimento in un altro qualsiasi Paese dell’Unione probabilmente sarebbe stato approvato in non più di tre o quattro mesi.

Ormai, però, sembra che l’ingorgo sia stato superato e quanti possono vantare almeno tre anni di servizio pieno (un minimo di 180 giorni per ciascun anno) tra il 1999/2000 e il 2011/2012 potranno accedere ai Pas senza dover sostenere alcuna prova preselettiva. Sembra infatti che sia stato ritirato il precedente decreto attuativo di Profumo che introduceva la prova nazionale volta a stabilire l’ordine di priorità per l’accesso ai corsi, il cui punteggio diventava in modo surrettizio parte integrante e determinante di quello di abilitazione. 

Ora occorre attendere i decreti attuativi. Il primo, da emanare a stretto giro, è il bando per l’avvio dei corsi, contenente requisiti di accesso, modalità e termini per l’inoltro delle domande. Subito dopo il Miur dovrà produrre un DM con le assegnazioni dei corsi alle università, le relative modalità didattiche e le prove finali per conseguire l’abilitazione.