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SCUOLA/ L'Invalsi, il nuovo presidente e i dubbi di Leonardo Sciascia

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Il fascino della misurazione (Infophoto)  Il fascino della misurazione (Infophoto)

Gentile direttore,
il 2014 inizia con i migliori auspici per la vicenda della presidenza dell'Invalsi. Il dibattito generato dalla nomina della commissione di esperti per il vaglio delle candidature ha restituito notizie rassicuranti a tutti coloro che tengono alla diffusione della cultura della valutazione in Italia.

 Via Twitter, il ministro Carrozza si è augurato che tutta l'attenzione mediatica sulla vicenda della nomina del Comitato porti alla presentazione di ottime candidature. Proprio sulle pagine del Suo quotidiano, uno dei commissari ha piccatamente precisato che la sola nomina a componente della commissione lo porterà ad essere il più obiettivo dei commissari, anche se non fosse così favorevole alla valutazione del sistema di istruzione e formazione, come invece ha ribadito di essere. 

Dopo aver letto l'appassionata risposta del commissario, mi sono anche sentito in colpa per aver dubitato del sostegno all'Invalsi da parte del ministro Carrozza. Infatti, mi sono sciascianamente chiesto se la nomina di cinque commissari che hanno fatto tutti dichiarazioni contro l'Invalsi, non fosse il modo più elegante per impedire loro di candidarsi. Se anche così non fosse, a me piace crederlo.

Ora, le domande devono essere presentate entro la mezzanotte del 7 gennaio. I commissari hanno didascalicamente riportato il quadro normativo di rifermento nel bando, che è stato scritto in modo inattaccabile. Certo ci si potrebbe scorgere qualche eccesso di accademia. Ma sarebbe stato sorprendente il contrario.

Fa bene Andrea Ichino a ricordare che tutta la procedura sarà sottoposta all'attento controllo di tutti coloro che sono interessati allo sviluppo dell'Invalsi. Però, dovrebbe anche fare di più: dovrebbe candidarsi alla sua presidenza. 

In effetti, nel mio piccolo, mi auguro che non si candidi solo lui. Ma tutti coloro che hanno criticato la nomina dei commissari e tutti coloro che sono per il mantenimento di prove standardizzate e confrontabili da somministrare a tutte le scuole (con il metodo censuario contrapposto al metodo campionario). Diversamente, sempre sciascianamente, saremo costretti a pensare che basta una nomina di una cordata accademica di una certa corrente politica e scientifica per scoraggiarne un'altra dal concorrere. 

Quindi, spero che Andrea Ichino, Francesco Giavazzi, Alberto Alesina, ma anche Daniele Checchi, Roberto Ricci si candidino. Insomma: a ciascuno il suo.



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COMMENTI
07/01/2014 - Sciascia ignorato (Luigi Cataldi)

Il titolo del celebre romanzo di Sciascia cita, com'è noto, la testata dell'Osservatore Romano e ne fa parte essenziale della trama, ma né nel titolo, né nel romanzo, né, direi, nell'intera opera dello scrittore vi è nulla che autorizzi l'uso dell'aggettivo "sciasciano" per giustificare le opinioni espresse nell'articolo. Una desolante mancanza di rispetto per questo nostro grande uomo e grande scrittore. Peraltro "nulla al mondo sa la generalità degli uomini, se la letteratura non glielo apprende" (Leonardo Sciascia).

 
04/01/2014 - Sciascianamente? (Giuseppe Crippa)

Non so se Bocchieri quando usa l’avverbio “sciscianamente” alluda a quanto disse una volta Leonardo Sciascia: “Sarebbe bene che si facessero fare ad ogni magistrato, una volta superate le prove d’esame e vinto il concorso, almeno tre giorni in carcere, e preferibilmente in carceri famigerate come l’Ucciardone o Poggioreale”. Fosse così, dovrebbe augurarsi che i membri della commissione ricoprano ciascuno per qualche tempo la carica di presidente dell’Invalsi prima di vagliare le candidature!

 
04/01/2014 - Si tratta solo di superficialità? (enrico maranzana)

La domanda che in questi giorni è apparsa in rete “Perché non nominano a capo della banca d’Italia un pedagogista?” Illumina la scena: tutti parlano di scuola senza conoscerne le dinamiche. Ichino e Tabellini ne sono un eloquente esempio [CFR in rete “Una composizione fuori traccia: liberiamo la scuola”]. L’Invalsi è stato catapultato sulla scena scolastica senza la necessaria preparazione. Lo spazio in cui nasce il problema educativo non è stato studiato. L’Invalsi opera per accertare il livello delle competenza dei giovani .. mentre la scuola certifica le competenze senza curarsi della loro promozione [CFR in rete “La promozione delle competenze”]. Si trascura il fatto che le competenza non possono essere insegnante .. si acquisiscono nei laboratori in cui si affrontano le questioni che hanno caratterizzato l’evoluzione delle discipline. Perché si sorvola sul fatto che i “punti fondamentali e imprescindibili” enunciati nei nuovi regolamenti di riordino del 2010 per orientare la progettazione educativa non hanno lasciato alcuna traccia nei POF?