Ultima Generazione potrebbe chiudere: stop ai finanziamenti americani/ “Sostegno solo al Nord America”

- Josephine Carinci

Ultima generazione potrebbe chiudere dopo lo stop dei finanziamenti americani: chi li sovvenziona non invierà più soldi in Europa

ultima generazione 2024 yt 1 640x300 Un blocco stradale di Ultima Generazione, screen dal canale Youtube di Repubblica

Ultima generazione rischia di chiudere per sempre. Il gruppo ambientalista, protagonista di varie azioni in Italia come blocchi stradali o imbrattamenti ad opere d’arte e così via, potrebbe presto essere costretto alla chiusura. Il collettivo, nato per effettuare proteste ambientali, potrebbe infatti non venire più finanziato da Climate Emergency Fund, un’organizzazione fondata nel 2019 dalla regista Rory Kennedy. Nel 2023 il fondo ha sovvenzionato 34 organizzazioni per un totale di 60 azioni, erogando un totale di oltre 3.7 milioni di dollari, dando sostegno a 214mila attivisti, come spiega proprio sul sito ufficiale.

Come sottolinea però l’Adnkronos, il fondo potrebbe tagliare i finanziamenti per le organizzazioni italiane e in generale per quelle europee, favorendo solamente quelle statunitensi e canadesi. Così facendo, Ultima generazione ma anche tanti altri gruppi ambientalisti del Vecchio Continente, perderebbero sovvenzioni e finanziamenti che il fondo elargisce. Come spiega ancora l’agenzia di stampa, la sensazione che serpeggia tra gli ambientalisti è di sgomento e preoccupazione: l’organizzazione, infatti, potrebbe definitivamente chiudere i battenti poiché resiste proprio grazie a queste donazioni.

Ultima generazione costretta alla chiusura? Stop ai finanziamenti americani

Il Climate Emergency Fund avrebbe intenzione di finanziare solamente il Nord America, Canada compreso, tagliando tutte le sovvenzioni dirette in Europa e anche in Italia, come appunto Ultima Generazione. Il gruppo ambientalista, dunque, dovrà trovare altri finanziatori se non vorrà chiudere definitivamente: la perdita sarà infatti di centinaia di migliaia di euro. Attualmente tutte le spese legali vengono infatti sostenute dal fondo americano e si parla di non pochi soldi, considerando che sono decine gli attivisti a processo, in Italia e non soltanto. Dunque, i finanziamenti servono all’organizzazione ambientalista per continuare a esistere: è difficile infatti prevedere che ogni attivista paghi di tasca propria le spese legali per difendersi davanti alla Legge. La soluzione è solamente una: trovare altri finanziatori per evitare di chiudere definitivamente i battenti.





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