SPECIALI / RIVOLUZIONE IN EGITTO

Il primo presidente democraticamente eletto dell'Egitto, Mohamed Morsi, è stato destituito dai militari dopo appena un anno di potere. Il 3 luglio scorso, infatti, le Forze armate egiziani, dopo l'ultimatum respinto da Morsi, lo hanno dichiarato decaduto e messo agli arresti domiciliari e hanno sospeso la Costituzione. In piazza, milioni di egiziani, che protestavano da giorni contro il presidente, esponente dei Fratelli Musulmani, hanno festeggiato con fuochi d'artificio. Ma la situazione è in continua evoluzione. Se la contestazione del presidente è stata sostenuta trasversalmente - cristiani e musulmani, esponenti delle foze dell'ordine e intellettuali, giovani e donne -, non mancano però le manifestazioni di sostegno a Morsi. 

La democrazia possibile

L’Egitto è ancora in fiamme e l’Occidente continua a usare schemi ideologici che riducono la complessità del Paese più importante del mondo arabo. Il commento di FERNANDO DE HARO

Egitto e Italia, destini comuni?

La sorpresa e dei Paesi europei e di Washington di fronte agli sviluppi della crisi politica egiziana dimostrano ancora una volta che in Occidente si continua a non capire. ROBI RONZA