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SCUOLA/ Sapere o saper fare? Senza competenze non si impara nulla

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Il Regolamento dei Licei ha il pregio di una ragionevole ristrutturazione degli indirizzi esistenti e della riduzione dello sventagliamento di materie. Su ciò si è appuntata l’attenzione, mentre meno riconosciuto è il pregio di introdurre modalità aggiornate di determinazione dei contenuti della scuola. Presente nella identica formulazione in tutti i Regolamenti, anche per i Licei l’art 10 infatti così recita “…i risultati di apprendimento sono declinati in conoscenze, abilità e competenze in relazione alle Raccomandazioni del Parlamento Europeo… sulla costituzione del Quadro Europeo delle Qualifiche per l’Apprendimento Permanente (EQF)…”.

 

E’ un’indicazione per certi versi preziosa, per altri obbligata. Ma intenderla in senso meramente strumentale sembra poco accorto. E’ vero che la ragione fondante di EQF è quella di permettere il riconoscimento reciproco fra i paesi europei dei loro titoli di studio e perciò la mobilità delle persone. L’Unione Europea non ha le competenze istituzionali per proporre una nuova pedagogia. Ma sembra difficile pensare a dichiarazioni trasparenti di competenza, senza una corrispondenza con ciò che è stato fatto nelle aule.

 

E se non è previsto un indirizzo istituzionale ragionevolmente omogeneo intorno alle competenze da raggiungere, ma solo intorno alle conoscenze su cui basarle, come sarà possibile fare dichiarazioni che non siano “aria fritta”? Se il passaggio dalle conoscenze alle competenze avverrà solo a carico della singola scuola, del singolo docente o addirittura del singolo studente come evitare che non se ne faccia nulla? Oppure che, nel migliore dei casi, ognuno vada per la sua strada?

 

C’è anche da dire che i bisogni della struttura economica, di cui si fa interprete in questo caso il EQF, sono singolarmente convergenti con le riflessioni pedagogiche e didattiche degli ultimi tempi, nella valorizzazione del concetto di competenza. Che per certi versi riscoprono l’ovvio, cioè che si studia con un fine formativo; diversamente non si studia e non si impara. Che è ciò che sta avvenendo anche nei nostri Licei (vogliamo fare una indagine sull’apprendimento del latino?).

 

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COMMENTI
01/04/2010 - Sapere o saper fare? (michele maioli)

Saper imparare

 
01/04/2010 - Costruiamo insieme iniziando dal confronto (enrico maranzana)

Come non essere d'accordo con l'articolista quando sottolinea la tortuosità del cammino? E come non apprezzare la sua denuncia del tentativo in atto di piegare il significato di competenza all'immutabilità dell'esistente? Quest'ultima operazione ha caratterizzato la vita della scuola degli ultimi quarant'anni come è successo, ad esempio, per il concetto di autonomia (si veda, per ritrovare il suo significato autentico nella sezione didattica di matematicamente.it - insegnare matematica dopo il riordino). Il tentativo di banalizzare l'insegnamento per competenze rientra in questa casistica (si veda nella sezione autonomia e organizzazione di educationduepuntozero.it - competenza un termine non primitivo). Segnalo infine che su questo sito è stata descritta [23/2] un'esperienza operativa del tutto conforme alle nuove disposizioni (Il caso di Lecco - quando l'autonomia è a portata di mano).