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SCUOLA/ Fuori a 18 anni? Con i prof "vecchi" e i Regolamenti Gelmini, ora è possibile

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Foto: Imagoeconomica  Foto: Imagoeconomica

 

Il Corriere della Sera di ieri mette in prima pagina la provocazione del rettore dell’Università Bocconi prof. Guido Tabellini di accorciare a quattro anni la durata dei Licei e, si dovrebbe arguire, anche dei Tecnici e dei Professionali. La ratio è quella di mettere in asse l’età di uscita dei nostri ragazzi dalle scuole superiori con quella dei loro coetanei europei, non proprio tutti per la verità.

 

Una ricerca dell’Isfol di qualche anno documentava la lunga e abnorme durata della transizione dei ragazzi italiani dalla scuola al lavoro: 11 anni. I giovani in Italia sono collocati tra i 15 e i 34 anni. Escono tardi (questo, ad evitare equivoci, è solo un avverbio di tempo!) da scuola, tardi dall’Università, tardi da casa, tardi entrano nel mercato del lavoro e delle professioni, tardi fanno famiglia, tardi fanno figli. L’uscita a 19 anni dalla scuola media superiore non è certo l’unica causa del loro essere “in ritardo su tutto”, ma certo è il primo e decisivo anello di una lunga catena.

 

Dietro la proposta dell’uscita a 18 anni stanno, tuttavia, opzioni diverse circa la riorganizzazione necessaria dei cicli di studi. Mentre affiora ad intermittenza nell’universo degli opinion leaders e dei policy maker, il problema sta da almeno trent’anni sulle cattedre della scuola militante: “non ne possono più!”, questa è la diagnosi universale che gli insegnanti rilasciano della condizione di ragazzi diciannovenni, costretti sugli stretti banchi dove stanno dai 15 anni.

 

Cinque anni di Liceo - che, a detta di un dirigente citato dal Corriere, “tutti ci invidiano”, ma che, a quanto pare, nessuno intende imitare in Europa e nel mondo - sono troppi, i ragazzi arrivano alla fine estenuati e stufi. Al numero di anni si deve aggiungere quello delle ore: a 7 e 8 anni gli alunni italiani stanno in classe 990 ore (media Ocse 790, media Ue 802); tra i 9 e gli 11 anni diventano 1.023 ore (media Ocse 835 e media Ue 847); tra i 12 e i 14 anni le ore davanti agli insegnanti diventano 1.089 (media Ocse 926 e Ue 928). Tra i 7 e i 14 anni i nostri ragazzi passano sui banchi oltre 8mila ore (la media Ocse è 6.862). Eppure, i risultati, comparati sul piano internazionale, sono tutt’altro che brillanti, come è arcinoto.

 

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