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SCUOLA/ Vogliamo studiare, non andare in piazza. Lettera di 4 studentesse

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Caro direttore,

è mercoledì mattina in Via Festa del Perdono, la sede principale dell’Università degli Studi di Milano. Come tutte le mattine arriviamo in università per studiare, ma la porta principale è chiusa, quella laterale picchettata e centinaia di studenti sono fermi davanti all’ingresso chiedendosi che cosa stesse succedendo. Non è una novità, quante volte, anche al liceo, è stato indetto uno sciopero nel mondo dei pubblici servizi!

Tentiamo di avvicinarci ai manifestanti, almeno per sapere le ragioni per le quali sono in corteo, e scopriamo che a muoverli è la rabbia verso «un sistema capitalista che fa acqua da tutte le parti». «Si manifesta - ci dicono - per la crisi, i disoccupati, la precarietà e l’incertezza per il futuro». Tutte problematiche reali, avvertite da chiunque, nessuno escluso. I manifestanti continuano: «non è possibile continuare a minimizzare il problema, lamentandosi e non facendo niente».

Questa mattina, tra gli studenti rimasti fuori dall’università non abbiamo visto persone indifferenti. Gli studenti, in attesa di entrare nelle aule, a lezione o a studiare, commentano arrabbiati. Una ragazza grida «mi sono svegliata alle sei e un quarto per venire qui! Lavoro tutti i giorni per potermi pagare gli studi!». Ci sono professori circondati da alunni che chiedono se si farà comunque lezione. Si legge una scritta: «la nostra forza è la nostra ignoranza», un ragazzo commenta: «io non voglio arrendermi alla mia ignoranza, sono qui apposta!». Le persone che intanto si sono accalcate sono diventate qualche centinaia, gli occupanti sono in minoranza e il corteo di protesta ha solo una trentina di aderenti. 

La crisi c’è ed è innegabile. Noi universitari ne stiamo risentendo come tutti gli altri: tante nuove iniziative sono bloccate, la ricerca è ferma da un pezzo, servono maggiori spazi per poter fare didattica, tanti ragazzi sono costretti a lavorare (parecchio) per pagarsi gli studi: ma perché stamattina gli studenti non si sono aggregati alla manifestazione? 



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