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SCUOLA/ Come può il "vecchio" Foscolo cambiare uno studente di oggi?

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Ugo Foscolo (immagine d'archivio)  Ugo Foscolo (immagine d'archivio)

Discutendo con un docente universitario di Ugo Foscolo, questi esprimeva il giudizio secondo cui il poeta è stato espressione di una letteratura oggi estranea alla nostra sensibilità, in particolare dei giovani; di una fede nella bellezza, nella poesia, nell’arte, oggi ormai tramontata. E adduceva delle ragioni che sono difficilmente contestabili ed ampiamente condivisibili.

Ma poi accade un fatto che, come ogni evento, rimette in discussione le nostre teorie, le nostre calcolate certezze: accade l’XI edizione de I Colloqui Fiorentini dedicata quest’anno proprio a Foscolo. E saltano tutte le conclusioni!

Sarà il titolo, Tu passeggerai sovra le stelle…, che spalanca il cuore, che fa d’improvviso respirare, come una promessa di bellezza e di eternità che si credeva ormai definitivamente delusa; sarà che ai Colloqui Fiorentini ciascuno studente e docente si sente protagonista, chiamato in prima persona a confrontarsi con le parole del grande poeta; sarà che partecipando di anno in anno i docenti sentono che la professione di insegnante diviene sempre più personale e coinvolgente, che esige urgentemente la loro creatività e competenza; sarà che ai Colloqui Fiorentini tanti studenti hanno incontrato persone e sentito parole che hanno permesso loro di comprendere la propria vocazione professionale, determinandoli nella scelta dell’università; sarà che Foscolo oggi come allora entusiasma con la forza delle sue parole, con la chiamata a vivere la vita secondo ideali grandi e nobili e che questo (a dispetto di ogni previsione) riempie ancora il cuore dei nostri giovani.

Non sarà: è, accade, oggi, a Firenze. Perché in più di duemila hanno risposto all’appello dei Colloqui, da ogni regione d’Italia.

E non c’è una tecnica, non c’è un ingrediente segreto per spiegare il successo di questa iniziativa. Ma c’è un metodo: un gruppo di insegnanti, quelli di Diesse Firenze, che scommette tutto sulla libertà dei docenti e degli studenti partecipanti. Sono loro, gli insegnanti promotori e i partecipanti, l’ingrediente segreto; perché provocati dalle parole di Foscolo e dalla proposta del titolo di questa edizione, si mettono al lavoro, si giocano completamente, testa, cuore, desiderio, creatività, passione, impegno. Sorprendentemente. Con una dedizione impensabile, con un lavoro serio che si concretizza in una tesina di gruppo – senza della quale non si può partecipare – per approfondire i testi dell’autore; ma anche in racconti, produzioni artistiche di vario genere, spettacoli teatrali, insomma tutta la creatività che ci si scopre dentro, quando si è nel “caldo delle passioni”, come direbbe Leopardi. 



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