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SCUOLA/ Bullismo, attenti alle sentenze "marziane" lontane dalla scuola reale...

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La Corte di Cassazione (InfoPhoto)  La Corte di Cassazione (InfoPhoto)

Dopo aver letto l’interessante intervista al maestro Marcello D’Orta, che di faticosa esperienza scolastica in zone ad alto rischio ne ha avuta abbastanza, mi soffermo a leggere la sentenza che “condanna” l’ignota insegnante palermitana, rea di avere “obbligato” a scrivere ben cento volte “sono un deficiente” ad un suo alunno decisamente maleducato e prevaricatore che aveva impedito ad un compagno l’accesso ai servizi. Comportamento divenuto frequente da quando molti genitori hanno abdicato al loro compito educativo e delegato alla scuola la faticosa impresa di “tirar su” cittadini rispettosi delle più elementari regole di convivenza civile. Quelle che a casa troppo spesso non vengono rispettate (ma ci sono?) in nome della libertà di espressione del pargolo cui tutto è concesso… Perbacco, la creatura potrebbe deprimersi!

E’ in quest’ottica che evidentemente si è espressa la Cassazione, secondo la quale “non può ritenersi lecito l’uso della violenza, fisica o psichica, distortamente finalizzata a scopi ritenuti educativi, e ciò sia per il primato attribuito alla dignità della persona del minore, ormai soggetto titolare di diritti e non più, come in passato, semplice oggetto di protezione (se non addirittura di disposizione) da parte degli adulti". Altresì si legge nella sentenza che: “non può perseguirsi, quale meta educativa, un risultato di armonico sviluppo di personalità, sensibile ai valori di pace, tolleranza, convivenza e solidarietà utilizzando mezzi violenti e costrittivi che tali fini contraddicono”.

Rispettabilissima sentenza che pare provenga da un altro Pianeta, dove marziani intelligenti e psicologicamente organizzati hanno provveduto a formare la classe docente più capace di mantenere il necessario self control nei casi di emergenza. Dove si va a sperimentare, attraverso giochi di ruolo, il ricco manuale del perfetto organizzatore della giornata scolastica, vi si trovano “ricette” educative per ogni eventualità applicate con la freddezza che conviene e senza alcun coinvolgimento emotivo. Qui, invece, siamo sulla nostra cara Terra e agli insegnanti poveri di strumenti educativi indispensabili in tutte le stagioni della vita non si dedica l’attenzione dovuta. Si defenestrano senza troppi scrupoli secondo l’evoluta e sperimentata logica dell’usa e getta. La “transizione” da un millennio all’altro ci ha colti di sorpresa, tutti.



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COMMENTI
14/09/2012 - sui marziani (Claudio Cereda)

Sì, abbiamo una magistratura di marziani. Io mi sono indignato e non riesco, per ora, nemmeno a smontare la sentenza di questi giudici del politicamente corretto. Quarantanni fa erano su un pianeta diametralmente opposto a questo, fatto di codicilli inventati per difendere il potere. Ora hanno cambiato pianeta e continuano ad essere su un altro pianeta (insieme alla famiglia del bulletto).

 
12/09/2012 - deficiènte etimologia (Sabrina Sperotto)

Al di là del brillante articolo che radiografa con intelligente ironia l'abisso nel quale l'educazione sprofonda, l'etimologia del termine "deficiènte" parla chiaro: dal latino deficiens, participio presente di deficere ossia mancare. Lo studente ha senza ombra di dubbio mancato in educazione. Peccato che chi si è appellato alla giustizia e chi ha scritto la sentenza non abbia guardato sul dizionario di italiano, "mancando" di buon senso.