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SCUOLA/ Senza il papà si impara di meno

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Un bambino con il padre (Infophoto)  Un bambino con il padre (Infophoto)

La scuola è appena cominciata, e un nuovo impegno si profila per alunni, insegnanti e famiglie che, ognuno secondo il proprio ruolo, cercano di fare il meglio in un cammino educativo piuttosto faticoso. È bene però cercare, in modo propositivo e fiducioso, risorse sempre nuove per superare gli ostacoli inevitabili del nuovo anno scolastico. Forse non è noto, però la figura paterna è una delle risorse più efficaci, ma meno utilizzate, nell’ambito pedagogico.

Lo dimostrano i risultati di numerosi studi e statistiche confermate da decenni di ricerca: se il padre è presente e attento al percorso scolastico dei figli, questi ultimi sviluppano maggiori capacità di comprensione, attenzione e apprendimento; usufruiscono di migliori competenze verbali, logiche e matematiche; presentano minori disturbi di comportamento e di relazione; hanno più serene capacità di socializzazione; non sono implicati in situazioni di devianza o bullismo; cadono di meno nella dipendenza da alcol e droghe; ottengono punteggi più alti nei test e nelle verifiche; ottengono più elevati livelli accademici; raggiungono posizioni più gratificanti nell’ambito lavorativo… senza considerare cosa significa questa positività nell’intero progetto di vita di una persona che cresce (cfr. tra gli altri Fatherhood Institute research summary: Fathers’ impact on their children’s learning and achievement, 2013, http://www.fatherhoodinstitute.org/2013/fatherhood-institute-research-summary-fathers-and-their-childrens-education/).

Di fronte a risultati tanto significativi allora la domanda è: chi e come può valorizzare questa "risorsa padre"? Da un lato, e prima di tutto, sono i padri che, consapevoli del loro prezioso ruolo, devono valorizzarsi su questo fronte, e mettersi in gioco con una presenza attenta alla vita scolastica dei figli, all’adempimento dei loro doveri, nell’alimentare le motivazioni all’apprendimento, partecipando con frequenza e approfondimento al dialogo proposto dalla scuola.

Dall’altro però tocca anche alla scuola prendere coscienza dell’importanza di questa "risorsa", accantonando i pregiudizi spesso ingiusti sull’assenza paterna nella vita dei figli, coinvolgendo anzi i padri motivandoli. Ad esempio organizzando modalità di incontro con forme di comunicazione, spazi e tempi adeguati, che facilitino la presenza nella scuola dei padri, spesso impossibilitati alla partecipazione per motivi di lavoro. 



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