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MATURITA' 2015/ Esame di stato, una "macchina" da rottamare e cambiare. In 4 mosse

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MATURITA' 2015, ESAMI DI STATO - Con il giro di boa della terza prova si comincia a intravedere la fine dell'esame di stato, un rito nazionale che impegna ogni hanno migliaia di persone e tiene sulle spine studenti e famiglie. Alcuni numeri: dal 1923, anno in cui venne introdotto da Giovanni Gentile, i promossi (maturità scientifica) sono passati dal 55% al circa 99% degli ultimi anni, i candidati iscritti all'esame sono quest'anno 489.962, il tasso di studenti ammessi alla maturità al termine degli scrutini finali (dopo i mutamenti introdotti da Fioroni) è del 95,6%. Nel 2012 gli studenti bocciati all'esame di maturità sono stati l'1,3%, 0,9% nel 2013, 0,8% nel 2014. Costo: 150 milioni di euro. Tutto a posto dunque?Ne abbiamo parlato con Ezio Delfino, presidente di Disal (Dirigenti scuole autonome e libere).

Delfino, la domanda è d'obbligo: l'esame di stato ha ancora senso?
Un esame è non solo accertamento di conoscenze e abilità, ma anche l'occasione per il candidato di mostrare aspetti di sé — saperi, competenze, consapevolezze — che possano essere ponderati per valutare quanto essi siano realmente appresi e perciò divenuti criteri e strumenti della propria persona per affrontare le scelte successive. Affrontare e superare un esame al termine di un ciclo di studi rafforza lo sviluppo della personalità e, per questo, rappresenta un passaggio necessario ed utile nel percorso formativo di un giovane.

Quindi?
Mi chiedo: la forma attuale dell'esame di stato della scuola secondaria superiore permette di mettersi effettivamente alla prova? o non costituisce, invece, un doppione accelerato delle prove dell'anno, rinviando la verifica delle competenze raggiunte ad altri appuntamenti, universitari o lavorativi? In un test sottoposto qualche anno fa a cento ragazzi dalla Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa, istituto d'eccellenza, soltanto il 27 per cento degli intervistati lo riteneva un'occasione per essere valutati in maniera completa.

Le diranno di essere contrario alla valutazione... cosa risponde?
Non è certo l'idea di far svolgere delle prove di esame da criticare: è questo tipo esame di maturità, che pur tanti ragazzi e ragazze vivono come prova di personalità, molti dei quali con convinzione ed impegno, che è ormai superato, perché le prove e le modalità che lo compongono tornano a ri-verificare, al massimo, quello che è già stato valutato durante l'anno.

L'attuale meccanismo di valutazione degli studenti (risalente alla riforma Berlinguer, 1999-2000, ndr) è di stampo concorsuale, oltre che essere complicatissimo... secondo lei garantisce l'agognata oggettività?
L'attuale forma d'esame, intanto, non tiene in nessun conto la diversità dei percorsi di studi (licei, tecnici e professionali) assegnando le stesse tracce per italiano e non prevedendo nella seconda prova la possibilità di esperienze di tipo pratico o di simulazione di casi di realtà, neanche per i professionali. L'attuale sistema di punteggi, poi, non è assolutamente in grado di rappresentare la preparazione scolastica di un giovane.

Perché? Può fare un esempio? 



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COMMENTI
22/06/2015 - Smettere di fare i coperchi al posto del diavolo (Vincenzo Pascuzzi)

Condivido la diagnosi. Il rapporto costi/benefici è fallimentare. Si spendono in media 40.000 euro per ogni bocciato, sono risorse che andrebbero meglio impiegate per iniziative SERIE di recupero. E poi, come si fa ad ignorare la mega-fabbrica di bugie costituita dagli scrutini finali? Segnalo la testimonianza triste e sarcastica di Pietro Ratto: “IL SORPASSO - L’ENNESIMO SCRUTINIO-FARSA”. Questo il link: http://www.retescuole.net/wp-admin/post.php?post=7503&action=edit