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GIAPPONE/ Quale posto ha l'uomo e quale Dio in questa tragedia?

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Dopo lo tsunami (Ansa)  Dopo lo tsunami (Ansa)

È utile distinguere la riflessione sul terremoto-tsunami da quella sulla tragedia delle esplosioni nucleari. Il primo è un evento indipendente dall’opera dell’uomo, la seconda no. Dedico questo primo intervento alla riflessione che nasce dalla domanda: perché i disastri della natura? Dio vuole parlare attraversi di essi? Che posto ha il male in tutto ciò? Interverrò più avanti sull’altro tema.

 

Ci sono morti tragiche in ogni epoca della storia. Il secolo passato ne è stato testimone impressionante e anche questi primi anni del terzo millennio ne sono già una documentazione. Soprattutto ci sono state manifestazioni terribili del male, della cattiveria che è nell'uomo.
Ma qui, in Giappone, si assiste ad un dramma più profondo e radicale: sembra che alla sua origine, infatti, non ci sia nessuna volontà cattiva da parte dell'uomo. È un fatto della natura. Sorge allora la domanda: e Dio dove sta? Quale posto ha l'uomo e quale posto ha Dio nella storia, in particolare in ciò che è accaduto? Non si possono eludere queste domande. Il fatto che in questi giorni esse siano state per lo più evitate lascia un contorno oscuro di fronte al dramma. Soprattutto lascia più solo chi vive la morte dei propri parenti, dei propri amici e dei propri vicini.

Ci sono delle risposte che sorgono alla mente e che vanno respinte. La prima è: Dio si è disinteressato del mondo. Noi sappiamo invece che Dio ha tanto amato il mondo da mandare suo Figlio. Il mondo che Dio ha creato è oggetto delle sue cure. E allora, com'è potuto accadere ciò che è accaduto? Attraverso ciò che accade Dio vuole punire l'uomo che si allontana da lui? Anche questa risposta è negata dalla storia del dialogo tra Dio e l'uomo: Dio vuole il bene dell'uomo, la sua pienezza, vuole la vita.

Ma allora la tragedia cui assistiamo si può spiegare solo attraverso la considerazione di un terzo attore della storia, che è il Male. Il Maligno è stato vinto da Dio, ma è ancora attivo. In particolare, è accolto quotidianamente da noi uomini, da Adamo fino ad oggi, per la suggestività menzognera della sua proposta.



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COMMENTI
29/03/2011 - la fede in Dio dentro le circostanze della vita. (FIORENZO FADIGATI)

La fede del popolo ebraico riguardo alla volontà di Dio dentro alle circostanze felici o dolorose credo che possa darci una testimonianza su cui conviene riflettere. Pur non essendo un teologo o un esperto di Sacra Scrittura, a me pare che quello che si legge in certi passi dell'Antico Testamento, in specie nel libro di Tobia dove si legge "Egli castiga e usa misericordia, fa scendere negli abissi della terra, fa risalire dalla grande perdizione, e nulla sfugge alla sua mano." indichi che nella fede ebraica c'era il senso di un Dio pieno di tenerezza per l'uomo, ma capace anche di mandare castighi. Così si spiega la vicenda del Diluvio e la deportazione in Babilonia viene letta come castigo per le infedeltà del popolo. Per non parlare poi dei quaranta anni vissuti nel deserto che all'inizio dovevano essere solo quaranta giorni. Gesù è cresciuto all'interno di questo popolo e la sua fede tiene conto di questo. Il castigo avveniva sempre con una finalità pedagogica. Dio è vita e allontanarsi da Lui significa illudersi di costruire una civiltà senza avere la base resistente a reggere i terremoti (anche quelli reali) che la vita ti può chiedere di affrontare. Per questo anche una vicenda così drammatica ti costringe a farti delle domande su che cosa speri.

 
22/03/2011 - Gesù (luisella martin)

Ho trovato molto belle e sapienti le parole del sacerdote ed ho letto con interesse i commenti dei lettori, pensando che mi avrebbero ulteriormente arricchita. Ed é stato così! Però scopro che un lettore spiega ogni cosa con l'evoluzione e aspetta un mondo ideale in cui vince l'amore; un altro lettore parla di un Mistero che, grazie alla Chiesa, é buono nel mondo; il terzo lettore teme che si possa imputare a Dio il male fisico...Parole intelligenti e filosoficamente difficili da capire per me. Gesù certamente era a conoscenza dell'evoluzione, aveva sperimentato che il male interroga l'uomo, e aveva chiesto a Dio di allontanare da Lui, se possibile, il male fisico..."Se non vi convertirete, perirete anche voi" aveva detto. Io metterei Gesù sia al posto dell'uomo che al posto di Dio in questa tragedia e sono certa che tutto diventerebbe ancora più chiaro per i cristiani.

 
22/03/2011 - catastrofi (Pierluigi Assogna)

Due commenti: 1) non parlerei di "mondo imperfetto", che suona troppo vicino alle tesi gnostiche, con un demiurgo inadeguato al compito della creazione. Se mai è importante sottolineare che l'Universo è in una meravigliosa evoluzione, e l'Uomo è parte fondamentale di questa evoluzione. 2) Non scomoderei Satana per quanto riguarda le catastrofi naturali: queste sono necessarie per la evoluzione della Terra e quindi dell'Uomo, e devono essere razionalmente inquadrate nel grande disegno. La scienza della complessità ci aiuta a capire che le interazioni tra sistemi complessi è fatta proprio di "catastrofi", che nel caso di terremoti e tsunami rispecchiano bene sia la terminologia matematica sia quella comune. La terra evolve, e ha consentito l'esplosione della vita, proprio grazie a questa evoluzione complessa. Allo stesso modo le malattie, anche queste prese come tipico esempio di insensibilità o addirittura di malignità di Dio da parte degli atei attivisti, rappresentano il modo in cui le specie evolvono, e hanno in sostanza favorito il passaggio dalle amebe a noi. Tornando ai terremoti, mi pare evidente che in un mondo ideale nel quale tutto fosse regolato da rapporti di amore, senza speculazioni economiche, sociali e quant'altro, sarebbe facile evitare ad esempio di affollare luoghi che si sanno a forte rischio (anche se, sempre per la interazione dei sistemi complessi sono in genere i più belli paesisticamente) e si potrebbero mettere in atto difese efficaci.

 
22/03/2011 - le pietre non conoscono il male. l'uomo sì. (Collina Andrea)

Ringazio don Camisasca per averci spiegato il Volto buono del Mistero alla luce della Tradizione della Chiesa. Perché avviene il male? Perché accade gratuitamente il male, senza che l'uomo se lo meriti? Perché la "pioggia cade sui giusti e sugli ingiusti?" Se non ci fosse la Provvidenziale azione di un Mistero che si manifesta buono nel mondo, grazie alla Chiesa, tutto sarebbe soltanto disordinato caos senza senso e l'uomo, il vertice della creazione in quanto unico punto della creazione che è autocoscienza della creazione stessa, non potrebbe che percepire solo la disperata e solitaria inutilità. Invece mons. Camisasca e tutta la Tradizione della Chiesa ci propone in che termini il male interroga l'uomo: di fronte all'inusitata arbitrarietà del male nel terremoto e nello tsunami, quale speranza vi può essere nell'uomo che attonito osserva tutto questo? E' il crinale della libertà che prepotentemente il male spiega all'orizzonte della nostra sonnolenta civiltà: o la disperazione senza senso, o l'attesa e il desiderio di una Presenza che vinca e superi il male e la distruzione. In fin dei conti il male, anche il male è per l'uomo e non per le pietre scosse dal terremoto. E' questa è il passo Provvidenziale che ora tutti possiamo compiere da quando Dio ha scelto egli stesso di "distruggere il Tempio" e "ricostruirlo dopo tre giorni".

 
21/03/2011 - UNA DOMANDA (ALBERTO BRUSCHI)

La risposta che la Chiesa dà al dramma del male è proprio quella che dà M.Camisasca. Però mi chiedo:se il male fisico è solo conseguenza del mondo imperfetto creato da Dio e non del cattivo uso della libertà dell'uomo (origine invece del male morale) è difficile non imputarlo a Dio stesso. Senza un influsso del peccato originale (scelta libera del male)anche sull'armonia del mondo fisico (alterazione del rapporto fra l'uomo e la natura)mi risulta difficile capirci qualcosa, sia pure in un'ottica "provvidenziale". Non è forse il peccato originale che introduce anche la morte "fisica" di cui lo tsunami o un semplice infarto sono manifestazione?