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SCUOLA/ Mauro e Lupi: il merito dei giovani per la qualità della scuola

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Il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini (Ansa)  Il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini (Ansa)

Apprezziamo sinceramente gli sforzi fatti dal ministro Gelmini nel cercar di capire le ragioni e le osservazioni fatte per contribuire alla costruzione del futuro della nostra scuola, e quindi a ricalcolare le previsioni di posti disponibili nella scuola statale di qui a tre anni. I nuovi numeri per la “programmazione degli accessi” ai corsi di laurea magistrale e al TFA abilitante che stanno circolando non rendono però ragione della realtà dalle scuole italiane, nelle quali insegnano da anni 129mila docenti non abilitati (sono dati Miur...); legare quei numeri ai soli pensionamenti, infatti, riduce la portata del problema e le possibilità effettive. Eppoi, dare cifre complessive, senza un’adeguata disaggregazione per classe di concorso rende difficile valutare la possibilità reale di attivazione dei corsi. Ma, soprattutto, siamo sempre più convinti che occorra spezzare il binomio perverso che lega abilitazione all’insegnamento e reclutamento del personale docente.

Non torneremo qui a spiegare il concetto che sta dietro questa necessaria distinzione, né cosa si nasconde dietro l’affermazione che fornire un’abilitazione corrisponda a promuovere ulteriore precariato. Il ministro Gelmini sa benissimo che abilitare all’insegnamento oggi non implica alcuno sconto o via privilegiata per l’accesso ai ruoli della scuola. Le graduatorie ad esaurimento (GaE) sono ormai, appunto, “ad esaurimento”, e tali debbono restare. E sa pure che l’apertura del canale delle abilitazioni, proprio per questi motivi, non può più alimentare il precariato.

Questo lo sanno e lo vogliono tenere ben fermo anche i giovani, perché hanno ben presente che, qualora le GaE fossero riaperte a nuovi abilitati, questi ultimi finirebbero inevitabilmente in fondo agli elenchi, ad aspettare passivamente un passaggio in ruolo “automatico” che avverrebbe chissà quando. Essi resterebbero ad attendere supplenze, contendendosele con gli altri, a fare corsi su corsi per rosicchiare qualche punto, aspettando poi tre anni per poter aggiornare la propria posizione: una storia infinita. Qualunque riapertura delle GaE produrrebbe solo un’attesa frustrante e, soprattutto, un’umiliante resa alla gerontocrazia dominante (l’Italia, si sa, è un paese per vecchi...). I giovani che oggi desiderano andare ad insegnare, grazie al cielo, non sono “minus habentes” da tenere sotto tutela; e non sono più disposti ad accettare il meccanismo perverso della “fila dal panettiere” legato alle graduatorie. Vogliono insegnare e sono convinti di poter dimostrare di avere tutti i numeri per farlo bene (magari meglio di più “antichi” aspiranti).



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COMMENTI
29/07/2011 - Non credo ai concorsi (Stefania Bandini)

Non credo che l'assunzione per concorso sia il metodo migliore per testare le competenze e il merito: i concorsi sono carrozzoni immensi, di difficile e sicuramente dubbia gestione, siamo in Italia gente, sappiamo come va a finire purtroppo... Lo scandalo più grosso sono stati i corsi riservati abilitanti: tutti lì erano meritevoli, visto che erano i colleghi a fare corso ed esame finale. È stata una vergogna nazionale! Quanto alle SSIS, sulla carta erano a numero programmato, nella realtà erano aperte a tutti: lo so bene io, che mi sono classificata tra i primi nei concorsi di ammissione alla SSIS toscana, ma frequentavo lezioni debordanti di SOVRANNUMERARI, che poi si sono regolarmente abilitati. E allora? siccome le università hanno bisogno di soldi, dopo aver gonfiato le SSIS, aver inventato e moltiplicato master e corsi di perfezionamento (tutti frequentati per fare punti in Graduatoria, non certo perché si imparava qualcosa di nuovo, purtroppo!), troveranno il modo di gonfiare anche i TFA, stiamone pur certi. In Italia si fanno le leggi e poi si trovano le scorciatoie, i cavilli, i punti deboli, le interpretazioni contrastanti.... Una per tutte: l'inserimento a pettine dei docenti delle code: chi come me crede che la legge vada rispettata e non fa ricorso contro una legge dello stato, si trova sempre nel rischio di venir sorpassata da chi crede - e forse ha ragione? - che è sempre meglio tentare il ricorso! poveri noi...

 
27/07/2011 - scelta insegnanti (Alberto Simonini)

Bene. Diamo ai presidi la facoltà di scegliere gli insegnanti. Immaginiamo cosa succederebbe se oggi i presidi potessere scegliere i propri docenti in un ambito fortemente ideologizzato come la scuola: avremmo scuole dove insegnerebbero solo docenti con un certa tessera politica o peggio sindacale. Peggio in certe parti d'Italia l'intero collegio docenti avrebbe lo stesso cognome del preside: zii, fratelli, cugini tutti dentro! Le graduatorie per il momento sono il minore dei mali.

 
27/07/2011 - corsi di aggiornamento (giulia valsecchi)

Sono un'insegnante abilitata... invece di proporre nuovi esami per i docenti "congelati", perchè non valorizzare i corsi di aggiornamento ed eventualmente proporre degli esami a fine corso? Con punteggio, naturalmente! Cordiali saluti

 
27/07/2011 - scusate ma... (francesco taddei)

ci sono alcuni elementi che vengono poco considerati: 1) ogni riforma sistemica (e specialmente riguardo la scuola) presuppone un governo forte e questo in italia adesso non c'è. 2) le assunzioni nella pubblica istruzione in Italia rispondono alla disponibilità di denaro dello stato (vedi riforma maestro unico). 3) i dati istat ci dicono che nel 2016 gli ultrasessantenni saranno 30 milioni. quindi gli insegnanti, in base al numero degli studenti, dovranno calare di numero. 4) gli insegnanti in larga parte rifiutano di sottoporsi ad una valutazione. come si fa per farla accettare a quelli già in graduatoria, con la prospettiva di perdere punteggio?

 
27/07/2011 - Ripristino di un regolare canale abilitante (mario lietti)

Il dibattito in corso potrebbe attingere qualche spunto da questo articolo del prof Bertagna (sussidiario.net, 2009): http://www.ilsussidiario.net/News/Educazione/2009/9/7/SCUOLA-Precari-per-sempre-La-storia-della-riforma-infinita/36890/ Cito un paio di passaggi: “Il modello scelto dalla Repubblica, come noto, era stato, di fatto, quello statalista e a programmazione centralista ereditato dal fascismo e mai messo davvero in discussione. I docenti impiegati civili dell’amministrazione statale. 'Funzionari' governativi. Le scuole uffici periferici del 'cervello' ministeriale romano”; “Don Luigi Sturzo […] già nel 1919 riteneva molto pericoloso per la qualità degli studi e per la stessa democrazia la costituzione di un apparato scolastico statale che non poteva che funzionare nel modo ricordato. Per questo riteneva che l’istruzione dovesse essere una competenza regionale e degli enti locali. E inoltre che dovesse essere molto potenziata la libertà di scuole”. Da una parte il trionfo del modello di matrice fascista (quello prediletto dagli attuali apparati), dall’altra l’opportunità di un’incisiva e coraggiosa riforma del sistema (si vuole riempire di senso la modifica del titolo V della Costituzione?) fondata su trasferimento di competenze e responsabilizzazione di tutti gli attori ad ogni livello. La scelta più qualificata per la comunità che è la scuola consiste nella scelta dei suoi insegnanti. Un regolare canale abilitante deve essere ripristinato, e a pieno regime.

 
27/07/2011 - I sogni dei giovani sono il futuro dell'umanità (Beatrice Toselli)

Sono una studentessa ed il mio sogno, come quello di tanti altri ragazzi è quello di diventare insegnante. Per insegnare facendo capire il vero valore di quello che si studia e SOPRATTUTTO IL PERCHE' lo si studia. In questo momento c'è così bisogno di prof che insegnino umanamente e con passione.. si trovano a stento, ormai c'è solo gente che vuole fare da autorià senza trasmetterti niente. Se uno non ha passione in quello che fa si vede e non te la può trasmettere. Si sta precipitando giù da un burrone senza neanche accorgersene. Non capisco perchè Gelmini abbia preso questa decisione. Qualche settimana fa il ministro è venuta alla festa della Libertà a Mirabello, dove io ho aiutato come cameriera, e guardandomi ha detto: ma che bravi questi giovani che si impegnano nel lavoro. E mi ha stretta. Con questo gesto una persona ti dà speranza, ti dà fiducia, ti da sicurezza nel procedere nel tuo impegno con libertà.. Quando ho letto il decreto sono stata assalita da una delusione immensa. Com'è possibile?

 
27/07/2011 - E' ora ..... (Gianni MEREGHETTI)

Spero che il ministro Gelmini ascolti i preziosi suggerimenti degli on. Mauro e Lupi. E' la strada giusta per uscire dalle secche dello statalismo. C'è una condizione imprescindibile perchè si avvii finalmente questo nuovo percorso, è che l'autonomia diventi reale. E' questa la madre di tutte le riforme, la riforma che sola può restituire alla scuola libertà e qualità.