Danilo Petrucci/ “Non ho più un arto sano dopo Dakar, ho rotto tutto”

- Luca Bucceri

Danilo Petrucci, la Dakar dà gioie e anche tanti dolori: “Non ho più un arto sano, ho rotto tutto”

Danilo Petrucci, Instagram 2022
Danilo Petrucci, Instagram 2022

Sono stati 12 giorni di gara complicati, estenuanti, quasi allo stremo delle forze per Danilo Petrucci che chiude oggi la sua prima Dakar con l’amaro in bocca. Nonostante prestazioni di rilievo per l’ex pilota MotoGP, non tutto è andato come doveva andare, con la sua KTM ko praticamente a fine di ogni tappa e tanti lavori di meccanica da portare a termine prima della giornata di gara successiva. Dopo la vittoria e tante cadute, è arrivato il momento del bilancio della prima Dakar per Petrux, che non nasconde la propria delusione.

L’ex pilota MotoGP, che alla conclusione della stagione del Motomondiale si è subito allenato per la competizione più dura del panorama motociclistico, sui social ha spiegato cosa è avvenuto nella tappa odierna: “Stavo andando piano perché avevo dolore alla spalla dopo la caduta di ieri, ma a una ventina di chilometri dalla fine non riuscivo a capire se fosse cambiato il fondo o meno perché avevo perso tanta trazione. Pensavo si fosse rotto il salsicciotto della camera d’aria dietro e a tre chilometri dal traguardo non sono più riuscito a tenere la moto e sono caduto“.

PETRUCCI: “MI SONO ROTTO TUTTO”

Dopo la caduta rimediata oggi, in chiusura di tappa, Petrux teme l’ennesimo infortunio: “Mi sono fatto male al polso, spero sia solo la botta perché è il polso sinistro che a Jerez 2014 mi ero sfasciato per bene. Spero di non aver peggiorato la situazione. Sono incredulo, non capisco come sia successo. Non ho davvero più un arto sano: la caviglia destra, una botta al ginocchio sinistro, il gomito, il polso e la spalla. La moto si è rotta quasi ogni giorno e a dir la verità mi sono anche rotto un po’ le balle“.

“È finita, ho vinto anche una tappa, ma oggi non riesco proprio ad essere contento. Non riesco a capire cosa non è andato, a tutti gli altri del mio team è filato tutto liscio. Anche oggi i cammelli mi hanno attraversato davanti, fortuna che andavo piano. La tappa odierna era bella, poteva essere adatta al mio stile ma non riuscivo a tenere la moto con la spalla. Ho passeggiato fino alla fine, ma probabilmente mi sarei dovuto fermare o andare a dieci all’ora. Sono caduto lo stesso, ho tirato su la moto ma la sospensione dietro era rotta. Impossibile che vada così, ma giuro che da domani torno a sorridere perché è stato bello e tante persone ci hanno seguito e si sono emozionate con noi. Non so se l’anno prossimo la rifarò, lo dirò settimana prossima”.



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