Sono decisamente preoccupanti i dati riguardanti i pazienti che sono stati colpiti dal Long Covid, ovvero, l’infezione da coronavirus ben più prolungata del decorso medio della stessa malattia. Come si legge sul sito dell’agenzia stampa Ansa, a cinque anni dallo scoppio della pandemia il sessanta per cento dei pazienti, quindi sei su dieci, soffre ancora di alcuni sintomi del long covid, un dato alquanto considerevole visto appunto il lasso di tempo passato.
Il riferimento è alla Pasc, che è l’acronimo che indica il periodo appunto post infezione vera propria di covid e in cui i sintomi persistono. Circa sei pazienti su 10 che quando hanno preso il covid sono finiti in ospedale, in particolare nella fase iniziale della pandemia, (quella relativa all’inverno e la primavera del 2020), hanno ancora dei sintomi. Di contro, coloro che invece si sono ammalati in maniera meno grave e che presentano ancora oggi dei “residui” di covid sono soltanto uno su dieci.
LONG COVID, L’INDAGINE REALIZZATA DALLA CATTOLICA DI MILANO
I numeri sono stati svelati da Pascnet, progetto scientifico che ha raccolto i dati milioni di persone, valutando appunto quanto abbia impattato il long covid o Pasc, nonché quali conseguenze abbia avuto la pandemia di covid sul sistema sanitario della Lombardia, uno di quelli messo maggiormente alla prova tenendo conto di quanti siano stati i casi, anche gravi, nella regione più popolosa d’Italia, a cominciare dalla provincia di Pavia, dove si registrò il primo paziente, nonché di Bergamo.
Lo studio è stato coordinato dalla prestigiosa università Cattolica di Milano in collaborazione con altre realtà importanti e lo scopo è stato quello di indagare ulteriormente il long covid, una malattia che continua ad essere per certi versi ancora molto misteriosa, e capire le sue conseguenze nonché la sua diffusione.
LONG COVID, IL NUOVO STUDIO HA ANALIZZATO 10 MLN DI MALATI
Nel dettaglio lo studio ha preso in esame una popolazione di circa 10 milioni di malati di covid, fra cui il 45% con età uguale o maggiore di 50 anni, di cui il 22% con problemi cardiaci. Il riferimento, come detto sopra, è alla popolazione lombarda di conseguenza lo studio è in grado di fornire una fotografia dettagliata del covid lombardo precisamente dal periodo marzo 2020, data del primo grande lockdown, al dicembre 2022. I sintomi post covid emersi maggiormente sono stati problemi alla respirazione, ma anche mal di testa e insonnie, quindi alterazioni metaboliche e persino sintomi neurologici.
Hanno pesato in particolare la carta di identità, ovvero l’età, ma anche eventuali malattie pregresse, e infine la presenza di fumatori o bevitori di alcol. E’ noto e risaputo come a causa del periodo di pandemia numerosi servizi erogati dalla sanità lombarda siano stati obbligatoriamente interrotti per dare priorità alla cura dei malati covid, e il calo, stando all’indagine Pascnet, ha riguardato in particolare anziani e malati cronici, nonché le prestazioni di screening.