Giovanni Barreca a processo con la coppia di coniugi palermitani Sabrina Fina e Massimo Carandente, tutti accusati della strage di Altavilla Milicia in cui furono brutalmente uccisi la moglie e i due figli maschi del primo, Antonella Salamone (42 anni), Kevin (16) e il piccolo Emmanuel (5). Nell’inchiesta è indagata anche la figlia 17enne,la sola superstite di quella settimana di torture e presunti esorcismi per purificare la casa dal demonio.
I periti incaricati dal tribunale avevano stabilito che Barreca fosse incapace di intendere e di volere e un altro giudice aveva disposto la non imputabilità. Poche ore fa però, riporta ANSA, il gip di Termini Imerese ha deciso che deve tornare in carcere nelle more della decisione della Cassazione sul ricorso proposto dalla sua difesa (rappresentata dall’avvocato Giancarlo Barracato) contro il rinvio a giudizio.
Strage di Altavilla, Giovanni Barreca andrà alla sbarra per il massacro della famiglia
Sulla posizione di Giovanni Barreca, finora ospite di una residenza per l’esecuzione di misure di sicurezza (Rems) perché inizialmente ritenuto non imputabile da un altro gip sulla base della perizia psichiatrica, pende dunque il ricorso per Cassazione del suo difensore dopo che il Riesame aveva accolto quello della Procura secondo cui l’uomo può essere processato.
Secondo il suo avvocato, Giancarlo Barracato, il rinvio a giudizio sarebbe privo di fondamento proprio alla luce degli esiti peritali che hanno stabilito l’incapacità di intendere e volere del suo assistito. “Attendiamo l’esito del ricorso – ha dichiarato – e credo che la posizione di Barreca possa essere stralciata“. La famiglia di Antonella Salamone – uccisa prima dei figli dopo giorni di terribili violenze e poi data alle fiamme e seppellita nel giardino della sua abitazione – si è costituita parte civile e non crede all’infermità mentale di Barreca.