BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCUOLA/ Legge 107, la "tomba" di Renzi sulle paritarie

Pubblicazione: - Ultimo aggiornamento:

Matteo Renzi applaudito da Davide Faraone (Infophoto)  Matteo Renzi applaudito da Davide Faraone (Infophoto)

Quando, un paio di anni fa, il governo decise di aprire la stagione della "Buona Scuola", feci di tutto per far comprendere a tutti coloro che operano nel settore della scuola paritaria, politici sensibili compresi, che non si doveva perdere l'occasione della costruzione di un nuovo modello organizzativo del sistema scolastico senza aver ottenuto che la scuola paritaria ne facesse parte con pari dignità.

Si è lavorato tanto, si sono fatte proposte, si è cercato di ottenere la giusta e dovuta attenzione alla funzione pubblica del servizio offerto dalle nostre scuole, ma i risultati sono stati minimi e i "muri" esistenti non sono stati abbattuti anzi, addirittura ne sono sorti altri.

E' quindi con amarezza che mi accingo a scrivere questo stato dell'arte. Pur non avendo perso lo spirito che mi spinge, con tanti altri compagni di viaggio, a persistere in questa "battaglia civile" supportata, purtroppo solo teoricamente, dai principi espressi dalla nostra Costituzione e da una legge vigente quale la 62/2000 non può evidentemente mancare la delusione dello scarso risultato e la preoccupazione che la "finestra" aperta dal governo sulla costruzione del nuovo modello di sistema di istruzione e formazione si sta chiudendo con la stesura dei decreti delegati, e quando la finestra si chiuderà, occorrerà aspettare anni e anni prima che si abbia un'altra occasione come questa.

Devo dire, a onor del vero, per dovere di cronaca, che in questi due anni di lavoro ho trovato grande sensibilità e apertura da parte di molti parlamentari di appartenenza politica trasversale, sia di maggioranza sia di opposizione, disponibili a predisporre proposte normative ed emendamenti utili "alla causa", senza però arrivare alla loro auspicata concretizzazione.

Allora perché? Mi sono posto questa domanda ed ho cercato di rileggere quanto accaduto per capire. Ritengo che la mia analisi possa partire da una posizione culturale ancora maggioritaria, difficile da modificare. In una conferenza di servizio organizzata dall'Usr Lombardia nel novembre 2015 un relatore chiamato ad analizzare gli effetti della 107/2015 sulla scuola paritaria ha tenuto ad evidenziare con molta oggettività e concretezza (vedi slide n. 3-4-5 del suo intervento) che "la scuola paritaria è ancora vista come un 'incidente di percorso', un 'errore' all'interno di un sistema di istruzione e formazione che è — e tale deve rimanere — esclusivamente statale". Di conseguenza, nonostante le norme vigenti ricordate all'inizio del mio articolo, è considerata un problema con l'effetto di essere tollerata, ignorata, controllata.

L'inevitabile ripercussione politica spiega il perché l'attenzione e la buona volontà di molti parlamentari stenta e non riesce a produrre effetti positivi: nel momento delle decisioni, gli equilibri politici necessari al governo del Paese sono prioritari e il "problema della scuola paritaria" finisce sempre in secondo piano.

Questo continua a produrre effetti normativi che non tengono conto della specificità della scuola paritaria e della sua pari dignità di cui avrebbe diritto, visto che, per legge, fa parte dell'unico sistema nazionale di istruzione e formazione.



  PAG. SUCC. >


COMMENTI
30/03/2016 - purtroppo (daniele spinelli)

Così come ero molto d'accordo (pur con una sottile vena di pessimismo) sull'occasione che avevi segnalato nei tuoi precedenti interventi, confermo lo stato dell'arte: la sensazione di lavorare secondo regole e strumenti studiati per altre situazioni, senza una reale possibilità di esercitare una corretta autonomia che arricchirebbe il servizio scolastico. Gli anni passano...

 
29/03/2016 - Questa è la buona scuola di Renzi (Carlo Cerofolini)

Nessuna meraviglia, è questa la vera buona scuola di Renzi.