JANNIK SINNER HA VINTO (DI NUOVO) GLI AUSTRALIAN OPEN
Quando l’anno scorso Jannik Sinner ha vinto gli Australian Open, e si trattava del primo titolo Slam in carriera – ancora con il numero 4 del ranking Atp – avevamo scritto che si trattasse di un risultato straordinario, ma che solo il tempo ci avrebbe detto se quella straordinaria storia potesse continuare su quel tenore o se invece si trattasse di un trofeo, per quanto prezioso e importante, come un highlight in una carriera magari anche ottima ma non più a quei livelli.
Quando poi Jannik Sinner si era spinto sino al comando della classifica mondiale, nel corso del Roland Garros e spodestando sua maestà Novak Djokovic, si era detto che fosse un grandissimo traguardo ma da cementare. Infine, con il successo agli Us Open, avevamo riconosciuto all’altoatesino la vera impresa, cioè quella di aver reso normale qualcosa che normale non è.
Oggi che Jannik Sinner ha vinto gli Australian Open 2025, bissando il titolo a Melbourne e schiantando Alexander Zverev in finale, non possiamo che ripeterci: ormai le vittorie del numero 1 non fanno quasi più notizia. Intendiamoci: avere tre Slam in bacheca a 23 anni è qualcosa che in pochi possono dire di avere, anche in passato. Eppure, quando adesso si parla di Jannik Sinner e soprattutto lo si vede giocare, il quadro è chiaro: questo tennista è ormai diventato quello che Valentino Rossi era nella MotoGp o Tony Cairoli nel motocross o, rimanendo nel mondo del tennis, quello che i Big Three hanno fatto per anni e anni. Vincere come normalità, la sconfitta come grande evento che non si verifica troppo spesso.
NUMERI E FUTURO PER JANNIK SINNER
Appena sei ko lo scorso anno, una striscia di 21 vittorie, tre Slam e il back to back agli Australian Open: numeri da cannibale del tennis e, anche qui ci ripetiamo, la sensazione che Jannik Sinner non possa perdere contro determinati giocatori, e che contro alcuni trovi sempre il modo di sfangarla anche quando non sta bene, vedi il successo su Holger Rune ma anche quel match contro Ben Shelton in cui, forse, tutti gli altri avrebbero perso il primo set. Lui no, lui ancora una volta ha saputo elevare il proprio livello quando contava: si chiama mentalità, quella che hanno i più grandi, quella che ti permette di avere qualche punto di vantaggio ancora prima che la partita cominci. A fare da contraltare, il fatto che un giocatore meraviglioso come Alexander Zverev non abbia ancora vinto Slam.
Ora, qui si potrebbe aprire una parentesi e soffermarsi sul fatto che il pover Sascha, nel momento di maggiore splendore, abbia dovuto confrontarsi con Djokovic e Rafa Nadal (ma anche un rinato Roger Federer) in un periodo in cui facevano ancora la differenza. È pur vero, d’altro canto, che Zverev ha lasciato per strada una finale agli Us Open che aveva già vinto, contro un Dominic Thiem all’epoca di grande spessore ma avversario assolutamente battibile, contro il quale ha perso da 2-0 nei set e il servizio per chiudere. Ecco: che a Jannik Sinner possa capitare una cosa del genere non è nemmeno lontanamente ipotizzabile, né che il nostro Jannik possa perdere una sfida ad un tennista che gli è inferiore.
Lo avevamo detto: oggi, Jannik Sinner può essere battuto solo da Alcaraz o dallo stesso Zverev, che però per farlo devono essere perfetti. Non sempre si può esserlo su un campo da tennis, mentre Jannik Sinner riesce sempre e comunque a rappresentare la versione migliore di se stesso: si goda questi Australian Open, noi senza timore di portare sfortuna possiamo dire che, al netto di una terra rossa ancora da domare, oggi Sinner abbia straordinarie possibilità di timbrare quel Grande Slam di calendario che non riesce dai tempi di Rod Laver. Un torneo è in saccoccia: ne mancano tre, l’impresa è possibile e intanto il tassametro corre…