SPECIALI / Sessantotto

In occasione del quarantesimo anniversario, ilsussidiario.net cerca di osservare il fenomeno del Sessantotto, almeno tentativamente, in una prospettiva storica, attraverso interviste e contributi, partendo dall’inevitabile constatazione che lo spartiacque del Sessantotto mantiene, a prescindere da ogni considerazione personale, un’importanza oggettiva, ineludibile, per chi voglia capire a fondo quanto capitato, soprattutto in Italia, negli ultimi 40 anni.

Il Sessantotto che si racconta

Mitologia pro o mitologia versus il Sessantotto, quel che è certo che la realtà è stata ben più complessa. Né la generazione di quegli anni né l'ideologia si può ricondurre ad unum. Che cosa voleva dire essere un ventenne in periodo di fascino e confusione tali...

Dal ’68 alla lotta armata. Cossiga: ancora senza risposta la domanda «perché è successo?»

Continua l’inchiesta de ilsussidiario.net sul Sessantotto, con un’intervista a FRANCESCO COSSIGA, che da ministro degli Interni ha vissuto in prima linea gli eventi più tragici di quegli anni: gli scontri, le repressioni, il caso Moro. Abbiamo poi raccolto la testimonianza di AERE CLARA (ex brigatista): l'esperienza di un'illusione di libertà creata dall'ideologia, che è sfociata nella violenza verso l'altro da sé; un'eredità che pesa sull'attuale società All'interno, i precedenti interventi raccolti nel DOSSIER SESSANTOTTO

1968, nell'ideologia intellettuale le radici della crisi del sistema educativo

Ilsussidiario.net continua il suo viaggio nel '68 in una conversazione con PAUL HOLLANDER, storico e docente di Sociologia alla Massachusetts University che ha dedicato la vita a studiare il rapporto tra intellettuali e l'ideologia. Leggi l'approfondimento del giornalista GIANLUIGI DA ROLD. All'interno potrete ripercorrere tutte le tappe di questo viaggio leggendo l'intervista al vicedirettore de Il Giornale Michele Brambilla e i contributi di Giovanni Cominelli, Aldo Brandirali, Paola Mastrocola, Ugo Finetti, Pier Alberto Bertazzi e l'intervista all'ex terrorista Leonardo Marino.  

Perchè resiste il mito della contestazione

È ora di far transitare nella storia quella stagione lontana. Se no è soltanto uso politico-culturale di eventi lontani, consumato sia da chi addita il ‘68 come l’origine di tutte le disgrazie dell’ultimo quarantennio, sia da chi lo annovera tra le rivoluzioni incompiute e tradite del nostro paese

'68, una rivoluzione borghese che ha generato la «dittatura del desiderio»

Continua l’inchiesta de ilsussidiario.net sul Sessantotto, con l’intervista al vicedirettore del quotidiano Il Giornale Michele Brambilla. L’eredità principale del Sessantotto, secondo Brambilla, è lo slogan «vietato vietare». Leggi anche gli approfondimenti di GIOVANNI COMINELLI e UGO FINETTI. All'interno i precedenti interventi di Mastrocola, Brandirali, Marino e Bertazzi    

Il ’68 italiano, punto nevralgico di una crisi complessa

Il ’68 si sviluppa in Italia seguendo un intreccio di fenomeni che investono e mettono in crisi contemporaneamente i tre punti di riferimento su cui si era fondata la ricostruzione democratica dopo il fascismo e la guerra: l’alleanza occidentale, l’economia capitalista, la Chiesa

I cattivi maestri e la rivoluzione delle piccole cose

Dalla lotta armata al ritorno alle piccole cose. Questa sua rivoluzione Leonardo Marino la fa oggi con le crêpes e i panini. E' l'esperienza dell'unico reo confesso del terribile delitto Calabresi, del suo percorso dall'ubriacatura ideologica alla presa di coscienza che la realtà diverge dagli schemi manichei e violenti dei cattivi maestri

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