Train surfing, 18enne appeso a treno per 100 km/ Da Civitanova a Pescara, nuova challenge social

- Davide Giancristofaro Alberti

18enne appeso a treno per 100 km da Civitanova a Pescara: si dovrebbe trattare di un caso di train surfing, ecco in cosa consiste. Aperta una indagine

Treno Germania Colonia Ansa1280 640x300 Un treno alla stazione di Colonia (Ansa)

COS’È IL TRAIN SURFING? 

Folle quanto accaduto negli scorsi giorni sul treno Civitanova-Pescara: un ragazzo, un 18enne, si è attaccato all’ultimo vagone, rimanendo appeso allo stesso per 100 km. Fortunatamente un ferroviere se ne è accorto e dopo averlo soccorso ha denunciato il tutto, ma poteva essere l’ennesima tragedia fra i giovani di oggi. Stando a quanto scrive il Corriere della Sera le autorità hanno aperto una indagine per vederci chiaro sulla vicenda e capire prima di tutto se si sia trattato di una delle tante sfide, challenge dei social, precisamente quella del “train surfing”. Si può tradurre in surfare con il treno, pratica che consiste appunto nell’attaccarsi all’ultimo vagone, meglio ancora se con una sola mano, con tanto di foto e video per immortalare “l’impresa”.

Ad essere fermato è stato un diciottenne che ha molto probabilmente deciso di correre dietro a tale assurda moda assolutamente da condannare in quanto pericolosissima. Il quotidiano di via Solferino spiega come tale challenge social non abbia attecchito più di tanto in Italia, ma qualche video ogni tanto compare, e presenta anche delle varianti come ad esempio salire sul tetto dei vagoni per provare a camminare se non addirittura a saltare fra un vagone e l’altro. Stando a quanto raccolto dalla polizia ferroviaria, l’episodio del treno si sarebbe verificato attorno al 20 di giugno quando il 18enne si sarebbe appunto agganciato al convoglio del treno a Civitanova, percorrendo 100 km in quello stato.

18ENNE APPESO A TRENO PER 100 KM: L’ARRIVO A PESCARA POI IL RICOVERO AL PRONTO SOCCORSO

Arrivato a Pescara avrebbe deciso di scendere, con il Corriere che scrive di un ragazzo che era “molto provato” e che camminava barcollando, fino a che non è caduto a terra ed ha battuto la testa, prima di essere soccorso da un ferroviere. Del resto restare appesi per 100 km con la forza del vento contraria e la velocità del treno, non è una sfida semplice e proprio per questo non va assolutamente imitata.

Il giovane è stato quindi condotto in pronto soccorso, poi interrogato dalla Polfer e sarebbe emersa la verità della challenge. Il padre ha raccontato che il figlio aveva già fatto lo stesso con partenza da Foggia e arrivo a Pescara: al ragazzo è stata comminata una multa di 516 euro.







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